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Vendita, UNIA valuta il ricorso contro il CCL
Vendita, UNIA valuta il ricorso contro il CCL
Vendita, UNIA valuta il ricorso contro il CCL
Redazione
7 anni fa
Gargantini: "Siamo ancora critici sia sui contenuti del contratto sia sulla procedura che ha portato alla sua firma"

Ricorsi permettendo, tra 30 giorni il settore della vendita potrà dotarsi di un contratto collettivo di lavoro (CCL) per il commercio al dettaglio, condizione sine qua non per introdurre la nuova Legge sull’apertura dei negozi. La domanda intesa a conferire l’obbligatorietà generale per il Cantone Ticino è stata infatti pubblicata oggi sul Foglio ufficiale (vedi articolo suggerito).

Da Berna è giunto il via libera e, come detto, in Ticino si apre un periodo di 30 giorni per presentare ricorso. E in prima fila c’è il sindacato UNIA. "Siamo ancora estremamente critici sia sui contenuti del contratto sia sulla procedura che ha portato alla sua firma e alla pubblicazione di oggi. Non disponiamo ancora dei dati, che sono fondamentali per capire se la procedura è stata portata a termine correttamente o no. Oggi stessso chiederemo l'accesso a queste informazioni e su questa base decideremo come intervenire", ha spiegato il sindacalista Giangiorgio Gargantini ai microfoni di TeleTicino. 

“Non ho sentito nessuna voce contraria al CCL”, ha per contro commentato la presidente della Federcommercio Lorenza Sommarga, in rappresentanza dei piccoli commercianti. “La verità è che stiamo attendendo che l’iter iniziato proceda nel migliore dei modi. È un buon contratto che ci permetterà di lavorare meglio”.

Considerazioni non condivise dal sindacato UNIA, fortemente critico sulla proposta salariale e sulla nuova legge che, secondo Gargantini, sdoganerà l’apertura generalizzata, 7 giorni su 7 fino alle 22.30, grazie all’articolo sulle destinazioni turistiche. "Un accordo è già stato fatto con la Città di Lugano e Locarno ha già fatto la stessa domanda. Sicuramente altre realtà turistiche seguiranno il loro esempio e quindi il rischio è che quella che doveva essere una mezz'oretta si trasformerà in un'apertura generalizzata".

Sul fronte opposto, la presidente della Federcommercio: “Aprire non sarà un obbligo. Molti commerci non vedono l’ora di aprire in corrispondenza di eventi turistici”.

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

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