
Terremoto alla Sezione della Circolazione. Un funzionario a Camorino riusciva a garantire dietro compenso la prelazione su determinate targhe, saltando la fila e senza dover accedere ai classici canali per aggiudicarsi il numero desiderato. Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale hanno infatti aperto un procedimento penale a carico di un 34enne cittadino svizzero domiciliato nel Bellinzonese, funzionario del Servizio immatricolazioni della Sezione della circolazione, e di un 48enne cittadino svizzero domiciliato nel Luganese.
Segnalazione dei colleghi
Gli accertamenti sono nati a seguito di una segnalazione della stessa Sezione della circolazione e riguardano in particolare una serie di irregolarità nella gestione delle pratiche di cessione di alcune targhe nel periodo da fine dicembre 2020 a fine maggio 2021. Le due persone sono state fermate il 17 agosto e, al termine dei rispettivi verbali di interrogatorio, è stato ordinato l’arresto provvisorio. Ieri, 18 agosto, i due imputati, dopo un confronto e l’audizione di alcune persone informate sui fatti, sono stati rilasciati e permangono indagati a piede libero.
I reati del collaboratore
I reati ipotizzati a carico del collaboratore dell’Amministrazione cantonale sono quelli di corruzione passiva (subordinatamente accettazione di vantaggi), abuso di autorità, appropriazione indebita, acquisizione illecita di dati e riciclaggio di denaro. A carico del 48enne si ipotizzano per contro le imputazioni di corruzione attiva (subordinatamente concessione di vantaggi), riciclaggio di denaro e ricettazione. Parallelamente è stata avvisata l’Autorità di nomina competente per decisioni sul futuro professionale del 34enne dipendente cantonale. L’inchiesta è coordinata dal Procuratore generale Andrea Pagani.
Sospeso il funzionario
A seguito di questi fatti il Consiglio di Stato, quale misura immediata, ha sospeso dalle sue funzioni il collaboratore e ha aperto un’inchiesta disciplinare nei confronti dello stesso, riservandosi, in attesa di accedere agli atti dell’inchiesta, di “prendere le opportune misure”. Il Dipartimento delle istituzioni - si legge in una nota - “stigmatizza quanto emerso, constatando come i meccanismi di controllo interni alla Sezione della circolazione abbiano permesso di dare immediato avvio alle necessarie verifiche da parte dell’autorità inquirente”.
Il 34enne un politico dell’UDC
Secondo quanto anticipato dal portale tio.ch il funzionario finito in manette è anche consigliere comunale di Bellinzona e ricopre una carica ai vertici della sezione bellinzonese dell’UDC. I vertici del partito cantonale per il momento non hanno voluto commentare la vicenda. Un comunicato stampa è atteso in giornata.
Gobbi: “Un tradimento della fiducia”
Nel frattempo ha preso posizione Norman Gobbi, capo del Dipartimento delle istituzioni, Dipartimento responsabile della sezione della circolazione, che sui social ha espresso tutto il suo rammarico. “Sono molto amareggiato e arrabbiato”, sottolinea il Consigliere di Stato, il quale si aspetta “sempre il massimo” dai propri collaboratori. La buona notizia è che la segnalazione è partita dalla stessa sezione della circolazione. “Vuole dire che i meccanismi di controllo funzionano”, conclude Gobbi, ma l’episodio “conferma che non siamo mai immuni da possibili tradimenti della fiducia”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

