Cerca e trova immobili
Ticino
Vendere i permessi per frontalieri? "Sì, no, mah"
Redazione
11 anni fa
Le opinioni di quattro candidati al Consiglio di Stato sulla proposta di Paolo Pamini di far pagare i permessi G per ridurre le imposte alle imprese

Vendere i permessi G, quelli per frontalieri, e usare quegli introiti per abbassare le imposte alle imprese. È la proposta avanzata stamattina dal candidato al Governo per la Destra Paolo Pamini, in un'intervista rilasciata al nostro portale. Secondo Pamini, la vendita dei permessi G permetterebbe di contrastare l'accresciuta concorrenzialità dei frontalieri e nel contempo di rendere il nostro Cantone attrattivo fiscalmente per le aziende, un po' come Zugo.

Ma quanta strada può fare questa proposta? Lo abbiamo chiesto ad altri quattro candidati al Consiglio di Stato, in rappresentanza dei partiti governativi.

Alex Farinelli del PLR è dell'idea che sia "una proposta che va approfondita."

"Tutto ciò che può dare equilibrio al mercato di lavoro, che non vuol dire penalizzare qualcuno ma fornire uguali possibilità a chiunque, è da considerare" afferma il candidato liberale radicale. "Anche se in un altro campo, avevo pensato a qualcosa del genere: in un articolo chiedevo una tassa di bollo sui permessi rilasciati ai padroncini, e di usare il denaro conseguente per permettere maggiori controlli sul tema."

Farinelli non ha preclusioni. "Finora si è ragionato in modo ordinario, secondo uno schema fisso, e ciò va bene finché si hanno i soliti problemi. Ma attualmente siamo confrontati con situazioni straordinarie e mai vissute, per cui soluzioni che funzionavano cinque o dieci anni fa ora non vanno più bene. Si devono esplorare tutte le possibilità per risolvere una problematica. Le proposte non vanno considerate per la persona o il partito che le lanciano ma per il contenuto. Si dovrebbe, a mio avviso, analizzare le varie idee e riprendere, se non vanno bene nella loro interezza, gli aspetti positivi."

Il candidato del PS Henrik Bang è invece già sin d'ora contrario. "Ancora un po' e tassiamo anche l'aria che respiriamo!" esclama Bang. "Mi sembra una guerra fra poveri."

"Chi lavora deve essere retribuito in modo giusto" prosegue il candidato socialista. "Già esistono disparità, per esempio, fra uomo e donna, soprattutto negli uffici. Qui si tratterebbe di raschiare il fondo del barile e di portare perversioni nel mondo del lavoro. Da noi c'è il problema del dumping, allora le aziende oneste alzino i salari e firmino i contratti collettivi, così il personale locale sarebbe favorito."

Per Bang, i frontalieri non rappresentano un problema di fondo, anzi "senza di loro saremmo a piedi."

"Fra disoccupazione, assistenza e chi cerca lavoro diversamente, abbiamo 15mila persone collocabili, i lavoratori di oltreconfine sono 65mila" afferma Bang. "A Pamini vorrei dire che con la sua proposta andremmo a tassare la nostra sanità. Basta entrare in una casa per anziani, in un ospedale o in una casa di cura per rendersi conto che per fortuna i frontalieri si prendono cura dei nostri malati, perché non ci sono indigeni disposti a farlo. La sanità è già cara, vogliamo anche tassarla?" Secondo il candidato socialista, "non si deve tassare bensì rieducare il mercato del lavoro e aiutare la parte onesta."

Fiorenzo Dadò, candidato del PPD, non ha ancora avuto modo di leggere la proposta di Pamini, ma si dichiara "aperto".

"È una questione che si può esaminare, in ogni caso da approfondire" dichiara il popolare democratico. "Comunque serve una soluzione per parificare il mercato del lavoro, con il franco forte. Siamo disponibili a verificare l'idea e se le indicazioni fossero positive se ne può parlare."

"Mi sembra una boutade elettorale" commenta infine Daniele Caverzasio, in corsa per la Lega dei Ticinesi. "Ogni proposta è da valutare, però prima di tutto si deve applicare quanto votato il 9 febbraio, misura con cui Pamini non è d'accordo. "

"Una volta introdotti i contingenti" prosegue Caverzasio "se si può incassare di più a livello cantonale e diminuire il dumping ben venga, ma col 9 febbraio una proposta come quella di Pamini non serve più. Ritengo sia un'idea atta a distogliere l'attenzione dalla volontà chiaramente espressa dal popolo, soprattutto in Ticino".

PB

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata