
Anche se gli anziani dicono che porti male parlare di vendemmia con così tanto anticipo, quello che appare agli occhi, girando tra i vigneti, è una vegetazione rigogliosa, con grappoli d’uva ben formati e in alcuni posti con qualche inizio di invaiatura. Con queste premesse l’Interprofessione della vite e del vino (IVVT) e i rappresentanti di Federviti e Associazione ticinese negozianti di vino hanno raggiunto un accordo per i prezzi delle uve Merlot.
Le due parti (produzione e trasformazione) hanno deciso di mantenere il prezzo base di 4,15 franchi al chilo, con una scala di calcolo del Malus in base al quantitativo di raccolto rapportato alla media decennale.
Molti gli argomenti che hanno portato a raggiungere a questo accordo: l’andamento del mercato, che negli ultimi anni ha registrato una diminuzione generale del consumo di vino; le campagne di sensibilizzazione sul bere responsabilmente; i periodi di canicola più frequenti, che non invogliano il consumo di vino; e infine le promozioni di vini esteri nella grande distribuzione.
Come già avvenuto lo scorso anno, entrambe le parti hanno condiviso l’idea che anche la produzione debba seguire l’andamento del mercato. Si è trattato quindi di una decisione "imprenditoriale che non può che far del bene al settore viticolo" sottolinea l’Interprofessione della vite e del vino ticinese (IVVT) in una nota. "Che il mercato abbia bisogno di una spinta è stato ben recepito dalla produzione, che ha quindi accettato una proposta dai trasformatori, con un contribuito al Kg, direttamente destinato a sostenere le vendite, favorendo così il consumatore finale".
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