
Buon vino, che però quest’anno non sarà tantissimo. Poco ma buono. Le stime della vendemmia 2018 sono state presentate questa mattina nel tradizionale incontro di Federviti. La quantità, verosimilmente, resterà sotto la media decennale, complice la peronospora che in alcuni casi ha compromesso intere parcelle.
TeleTicino ha sentito, al riguardo, Davide Biondina, responsabile dell'azienda vitivinicola Terre d'autunno.
"Come possiamo osservare in diversi grappoli, gli stessi sono stati colpiti dalla peronospora in modo parziale. Questo non costituisce un grosso problema, perché poi, in vendemmia, verranno tolti questi pochi acini colpiti e così, il grappolo risulterà essere sano e quindi utilizzabile per fare del buon vino", precisa Biondina.
Dulcis in fundo è arrivata anche la siccità. Il bilancio a livello qualitativo resta comunque soddisfacente. Con prospettive eterogenee che variano da regione a regione. Per tutti però c’è un dato comunque. Sempre più spesso bisogna fare i conti con una meteo bizzarra.
Al proposito, Giuliano Maddalena, presidente Federviti.
"L'inizio è stato positivo: c'erano molti grappoli sui tralci, che lasciavano pensare ad una stagione quantitativamente buona. Poi, vi è stato il mese di maggio, particolarmente piovoso. Non dimentichiamo che per 22 giorni ha piovuto - e ciò ha creato due problemi: innanzitutto la difficoltà per il viticoltore di effettuare i trattamenti, secondariamente, questa umidità è terreno fertile per la peronospora", precisa Maddalena.
Accanto alla produzione, c’è poi l’altro tassello, quello della vendita, sempre più sotto pressione a causa della concorrenza dei vini esteri, che si fa sentire soprattutto in quelli di media gamma.
"In un contesto, dove settimanalmente la grande distribuzione offre super sconti, almeno al ristorazione", afferma il direttore di Ticinowine Andrea Conconi, "potrebbe promuovere meglio i vini locali".
"Purtroppo", aggiunge Conconi, "mi è capitato ancora ultimamente di essere in un ristorante di Giubiasco, dove 8 vini su 8 sulla carta, o meglio sulla lavagna, erano vini italiani. Questo fa, male perché i vini ticinesi sono di buona qualità. Certo, la marginalità ci può stare, però bisogna proprio sedersi al tavolo con la filiera della GastroTicino e vedere di trovare una soluzione, poiché, avanti di questo passo, si rischia di perdere la fidelizzazione del cliente ticinese.
Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

