
"Vedo un Cantone che si rassegna troppo presto. Gioca in difesa o forse gioca il meno possibile. Questo dispiace, perché le capacità e le potenzialità ci sono sempre; in quegli anni c’era però anche tanta energia e volontà di superare i grandi disastri. Anche sull’orlo del baratro si tirava fuori il meglio. Oggi abbiamo problemi ma perdiamo opportunità". A dirlo, in una lunga intervista al Corriere del Ticino, è Marina Masoni, prima donna eletta in Consiglio di Stato e direttrice del Dipartimento delle finanze e dell'economia dal 1995 al 2007. L'occasione per farlo è la ricorrenza della sua prima seduta in governo, avvenuta l'11 aprile 1995, 30 anni fa. E sulle lotte politiche di oggi, secondo Masoni i partiti "forse se le suonano, ma non si confrontano. Sulla idee di autocensurano prima di esprimerle. Sarebbe un passo avanti constatare la capacità di 'dirsele' senza 'darsele'". Anche perché "trovare accordi è il mezzo per realizzare i progetti e risolvere i problemi. Oggi, invece, andare d'accordo sembra il fine, l'obiettivo della legislatura". È questo "è un peccato".

