
Variante 95. Un anno dopo, nella fattoria Ramello di Cadenazzo, c’è chi festeggia in nome della bocciatura. Il 30 settembre 2007 i ticinesi sono stati chiamati a votare per decidere del destino del piano di Magadino. In particolare, si trattava di esprimersi in merito al progetto di una superstrada da 380 milioni che avrebbe attraversato il piano trasversalmente per un lungo tratto. Contro questa proposta era stato promosso un referendum, sostenuto da associazioni di consumatori, agricoltori e ambientalisti, ma anche da diverse forze politiche. Lo appoggiarono i verdi, la sinistra e l’Udc ticinese. A un anno di distanza il problema del traffico sul piano di Magadino è rimasto invariato. Ma chi sostenne il referendum il settembre scorso ritiene di aver ottenuto qualcosa di più importante. Ulrico Feitknecht, ai microfoni di Teleticino, spiega che il piano di Magadino è soprattutto un'area verde da preservare e da vivere, per promuovere una migliore qualità di vita.E per chi si lamenta delle eterne colonne tra Locarno e Bellinzona, Feitknecht risponde di non sentirsi responsabile per una progettazione territoriale poco lungimirante. "L'area è densa di centri commerciali e questi vengono raggiunti in auto" conclude Feitknecht "non ci si può certo aspettare che la gente vada a fare la spesa in elicottero!".
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