
La vita del lupo della Valle Maggia è appesa a un filo, o meglio a un fiocco di neve. Si perché proprio la neve potrebbe salvare la pelle al predatore che dallo scorso mese imperversa in diverse località della valle facendo razzie di bestiame.
Sul predatore valmaggese ricordiamo si dovrà esprimere a metà gennaio la commissione inter cantonale sul lupo, convocata dal Dipartimento del territorio dopo le lamentele dei contadini. E tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe anche quella dell'abbattimento. Ma forse potrebbe pensarci il tempo a quietare gli animi. La meteo dei prossimi giorni potrebbe giocare un ruolo fondamentale per la vita del predatore.
Infatti in Valle Maggia soprattutto in alta montagna entro giovedì sono previste nevicate copiose fino a un metro. E se così sarà il lupo, non trovando capre e pecore sui pascoli, potrebbe ripiegare giocoforza fuori cantone. Ma se la neve non dovesse fermare le sue incursioni, ecco allora che a metà gennaio ci potrebbe pensare la commissione inter cantonale.
Dal dipartimento di Claudio Zali ci riferiscono che il numero dei capi sbranati in un mese non raggiunge quota 25, soglia d'allarme, e dunque la commissione potrebbe decidere di non abbattere l'animale. Il precedente tra l'altro ci sarebbe già. Infatti, due anni fa, più precisamente nella primavera del 2011, il lupo fece razzie di bestiame in Val Rovana.
Anche in quel caso si convocò la Commissione inter cantonale sul lupo, ma visto che la soglia d'allarme non venne oltrepassata, si decise di lasciarlo in vita. Ma come detto forse non si arriverà a tanto, basterà un po' di neve per esiliare il lupo verso altri lidi, pardon verso altre vette…
Christian Fini
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