
Avesse sbranato ancora due pecore, sarebbe stato abbattuto per legge. Invece il lupo che negli ultimi tempi ha seminato il terrore tra gli allevatori della Vallemaggia si è fermato appena in tempo.
Sono infatti "solo" 23 le vittime a lui attribuite, mentre il limite legale per consentirne l'abbattimento è di 25 in un mese. Per cui la Commissione intercantonale Grandi Predatori ha deciso di graziarlo.
Il lupo italico, comunque, non è il solo ad aver visitato il nostro Cantone. È stato infatti stabilito che sul Piano di Magadino non fu lui ad agire, bensì un suo collega. Al momento, comunque, entrambi i predatori hanno verosimilmente lasciato il Ticino, in seguito alle abbondanti nevicate.
Se a primavera vorranno tornare a cibarsi delle pecore ticinesi dovranno prestare la massima attenzione nel limitare il proprio appetito. La soglia per l'abbattimento, sul periodo di quattro mesi, è di 35 capi. Un risultato che il lupo potrebbe facilmente raggiungere, nel caso riprendesse il ritmo che l'ha contraddistinto prima dell'arrivo della neve.
Intanto è stato deciso di avviare uno studio specifico sulla realtà degli allevamenti in Vallemaggia, per poter eventualmente migliorare la prevenzione.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

