
A seguito dell'ultima rapina ai danni di un portavalori, il Municipio di Monteggio ha deciso lunedì di scrivere una lettera al Consiglio federale, nella quale chiederà di potenziare i controlli ai valichi doganali non custoditi e ripristinare la vecchia ramina nei boschi lungo il confine. In alcune zone è infatti possibile il passaggio tra i due Stati senza problema, con pali e recinzioni divelte.
"Il ripristino delle recinzioni" spiega Miriam Mauri, segretaria comunale di Monteggio ai microfoni di TeleTicino, "era già stato chiesto all'Amministrazione federale delle dogane più volte, ma purtroppo ci hanno risposto che, essendo la recinzione vetusta e bucata, però di proprietà italiana, la sostituzione non è di loro competenza".
Nei prossimo giorni la lettera – inviata in copia alla Deputazione ticinese e al Consiglio di Stato - verrà sottoposta anche ai comuni limitrofi di Sessa, Croglio e Ponte Tresa, ai quali si chiederà un sostegno politico.
Nella missiva, come detto, si tornerà a chiedere anche il presidio 24 ore su 24 dei 3 valichi minori di Monteggio e se non fosse possibile la chiusura notturna. Una misura che secondo il sindaco di Ponte Tresa è da valutare con attenzione: "Per quanto riguarda la chiusura delle dogane, era già stato fatto un esperimento nel 2017, e alla fine si è rinunciato perché si toglie una certa mobilità" spiega Daniel Buser. "Bisogna inoltre dire che gran parte di questi reati avvengono negli orari diurni e non notturni, quindi va analizzata la causa-effetto di eventuali misure in questo senso".
La lettera di Monteggio verrà comunque sottoscritta, tiene a precisare Buser, che invece nutre seri dubbi sul ripristino della recinzione. Basta o una pinza e siamo da capo, commenta il sindaco, secondo cui è meglio intensificare la collaborazione con le autorità italiane.
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