
L’ esponente di Forza Italia e presidente del comitato bicamerale Schengen Laura Ravetto non vuole arrendersi alla chiusura notturna dei tre valichi minori di Novazzano-Marcetto, Pedrinate e Ponte Cremenaga. Questa misura, ha più volte sostenuto, violerebbe il trattato di libera circolazione in Europa e per tale ragione, questa mattina, ne chiederà conto a Giancarlo Kessler, ambasciatore rossocrociato a Roma.
“Voglio innanzitutto capire se e quando questa misura sarà revocata - ha spiegato Ravetto a La Prealpina - Ritengo sia invece una scelta potenzialmente discriminatoria nei confronti dei cittadini italiani e, quindi, delle migliaia di pendolari che ogni giorno varcano il confine. Se esistono vere ragioni di sicurezza sarebbe opportuno chiudere tutti i 22 valichi. Ma così non accade".
Per la presidente del comitato bicamerale Schengen la misura non è altro che “un intervento di natura propagandistica, cavalcato da alcuni movimenti politici anti-italiani per dimostrare che si fa qualcosa”.
“Comprendo le necessità politiche di alcuni Cantoni svizzeri, ma non mi spiego quali siano le reali finalità di una simile sperimentazione notturna. Le frontiere sono già videosorvegliate: più sicurezza di così. Il rischio è che si violi il trattato di Schengen: la Svizzera non può essere contenta della libera circolazione dei capitali e vieti poi quella delle persone”.
Ravetto si è inoltre espressa sulla modifica della Legge sulle commesse pubbliche: “La Svizzera ha fatto una politica di attrazione delle imprese italiane, poi impedisce ai frontalieri di andarci a lavorare. Tanto più che non ha neanche problemi di vera disoccupazione. Tant’è vero che oltreconfine il flusso dei lavoratori italiani è considerato indispensabile nell’ambito pubblico, a cominciare dagli ospedali".
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