
"Valera: il grosso equivoco" è il titolo dell'annuncio che i proprietari dei fondi del comparto hanno fatto pubblicare sui quotidiani ticinesi di oggi.
Un'inserzione a tutta pagina con la quale i proprietari ribadiscono che a loro modo di vedere "il comparto di Valera non è un'area verde" e che quindi, "in qualità di imprenditori", prevedono "l'insediamento di attività economiche di qualità."
I proprietari dei fondi di Valera esordiscono scrivendo di non avere "alcun intento polemico", ma di non poter più "restare silenziosi di fronte a quelle che sembrano essere anche strumentalizzazioni politiche."
"Il comparto di Valera è unicamente quello racchiuso nel "triangolo" tra la ferrovia, la semiautostrada A394 e la strada cantonale/autostrada A2" precisano i proprietari, ricordando che "dagli anni '60, conformemente alla politica di approvigionamento voluta dalla Confederazione, il comparto è stato destinato a deposito di idrocarburi."
Poi, a partire dal 2000, gran parte dei depositi è stata smantellata ed i relativi terreni sono stati bonificati. "Gli stessi hanno mantenuto (...) un aspetto che poco ha a che vedere con le fotografie di campi verdi che a torto vengono attribuite al comparto Valera" scrivono i proprietari. "Il terreno si presenta ricoperto da uno spesso strato di ghiaia o asfaltato, con edificazioni e strutture industriali ancora in uso."
"Da 14 anni il Piano direttore cantonale, ancora in vigore, qualifica il comparto quale Polo di sviluppo economico di interesse cantonale" ricordano i proprietari. "L'attuale indirizzo pianificatorio preso dal Consiglio di Stato, che prevede il declassamento ad Area di svago, oltre ad essere incoerente con quanto sinora fatto, non tiene per nulla conto della reale situazione (ubicazione e urbanizzazione dei fondi, presenza di edifici e attività industriali, ecc.)."
"Ad ogni modo tutto il comparto appartiene a privati e, pertanto, un suo utilizzo a scopi di svago potrebbe semmai entrare in considerazione qualora venisse acquistato/espropriato dall'Ente pubblico" concludono i proprietari, ribadendo la loro volontà di insediare in quell'area delle attività economiche di qualità, "utili al nostro territorio anche in termini occupazionali e nel pieno rispetto del paesaggio circostante."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

