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Ticino
Valegion: ecco la perizia del 1996
Redazione
16 anni fa
Improbabile il crollo totale: il Cantone ha permesso quindi la costruzione di nuovi stabili industriali

Quattro scenari per la frana del Valegion di Preonzo presentati in 27 pagine dal geologo Silvio Seno. Corre l’anno 1996 quando la Divisione della pianificazione commissiona a Seno la perizia su proposta dell’Istituto geologico e idrologico cantonale. La perizia giudiziaria, si legge sulla Regione, è stata richiesta dal giudice Efrem Beretta, presidente del Tribunale della pianificazione territoriale, dopo dodici ricorsi – di privati, aziende, comune e patriziato - contro il piano regolatore del comune approvato nel 1995. Con la nuova pianificazione si sarebbe sospesa la zona industriale, dopo le indicazioni sul pericolo di un’altra frana, quella del Roscioro. Con la perizia di Seno, il Cantone annulla la sospensione permettendo la costruzione di nuovi stabili industriali.Lo scenario più catastrofico (“d”) e meno probabile presentato da Seno riguarda il crollo totale di 850mila metri cubi di roccia che raggiungerebbe l’area industriale e che, si legge nella perizia, “il detrito arriverebbe quasi fino all’argine destro del Ticino”. Pure poco probabile lo scenario “a” il crollo di 650mila metri cubi. “Le possibilità che questo evento si realizzi sono scarse”, si legge ancora nella perizia. Molto più probabile invece che dalla montagna si stacchino 100mila metri cubi di roccia da 1300-1400 metri (scenario “b”). “Il detrito arriverebbe a circa 1500 metri di distanza dalla corona di frana, vale a dire nella zona apicale del conoide del riale Valegiòn, senza raggiungere la zona industriale”. Infine sarebbe un po’ meno probabile lo scenario “c” che prevedrebbe una doppia frana simultanea per un totale di 200mila metri cubi. “L’aumento del volume di frana rispetto allo scenario b determinerebbe un aumento della distanza percorsa dal detrito, a parità di dislivello. L’accumulo si assesterebbe comunque ancora sul conoide”.

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