
Angelo Falconi non sarebbe stato ammazzato solo con una spranga, ma anche con un'arma da taglio.
È quanto emerge, come riferisce il Corriere del Ticino, dai referti specialistici sull'uccisione del 73enne fiduciario, avvenuta il 27 novembre scorso a Chiasso, per la quale sono stati arrestati Pasquale Ignorato e suo figlio Mirko.
I due napoletani hanno sempre sostenuto che l'unico responsabile del delitto sarebbe il padre, ma la conferma dell'utilizzo di una lama potrebbe far traballare la loro tesi. Anche perché, come ricorda ancora il CdT, già da subito il fatto che Falconi avesse un dito mozzato aveva indotto gli inquirenti a pensare che non potesse essere stato ucciso unicamente con una spranga. L'arma da taglio non è tuttavia ancora stata rinvenuta, ciò che permette ai due accusati, difesi rispettivamente dagli avvocati Marco Bertoli ed Elio Brunetti, di restare per il momento sulle proprie posizioni.
Intanto, proprio con l'obiettivo di fare maggiore luce sulla dinamica del delitto, la procuratrice pubblica Marisa Alfier ha ordinato all'Istituto di scienze criminali dell’Università di Losanna una nuova perizia, dopo quella già consegnata da una patologa. Sembra inoltre che pure Paquale Ignorato, non contento dei risultati della prima perizia, abbia a sua volta deciso di ordinare una controperizia, incaricando Massimo Picozzi, uno psichiatra, criminologo e scrittore molto noto in Italia.
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