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Ticino
Vaccino per tutti non prima di aprile
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Filippo Suessli
6 anni fa
Le autorità cantonali hanno fatto chiarezza sul vaccino: in Ticino sono previsti fino a sei centri di vaccinazione, ma ora bisogna attendere Swissmedic

In Ticino si inizierà a vaccinare pochi giorni dopo l’omologazione di uno dei vaccini da parte di Swissmedic. Questa è la certezza allo stato attuale, tutto il resto è ancora da scoprire. È questo in sintesi quanto spiegato dal farmacista cantonale Giovan Maria Zanini nel corso di una conferenza stampa tenutasi questa mattina a Bellinzona. L’attenzione è stata tutta per la futura campagna vaccinale.

I dettagli, come detto, sono tutti legati ad alcune domande: quale sarà il vaccino omologato per primo da Swissmedic? Quale sarà la strategia vaccinale scelta dall’Ufsp? Attualmente i vaccini sotto esame sono quattro: Moderna, Pfizer/BioNTech, AstraZeneca e Janssen. Il farmacista cantonale ha spiegato che solo quando si saprà a chi destinare le prime dosi di vaccino e quali sono le caratteristiche del prodotto scelto, si potrà definire anche la logistica.

Campagna di vaccinazione
Diversa la situazione più tardi, quando in Svizzera vi saranno sufficienti dosi di un vaccino idoneo alla vaccinazione di massa. Questo, però, non accadrà prima di “aprile, maggio, giugno”, ha detto Zanini. A quel punto, però, il Cantone sta preparando una strategia: fino a sei centri di vaccinazione, oltre alla possibilità di vaccinare negli studi medici se il prodotto scelto sarà adatto. Le autorità sanitarie stanno anche valutando delle squadre mobili per andare in soccorso delle strutture che non sono preparate alla vaccinazione. I costi saranno coperti da Confederazione, Cantoni e assicuratori malattia: il costo del vaccino “non sarà un problema per il singolo”, ha spiegato Zanini.

“Non siamo temerari”
Confrontando la situazione Svizzera con quella britannica, dove ieri si è iniziato a vaccinare. Sia Giovan Maria Zanini, che Giorgio Merlani, hanno espresso dei dubbi. “Lo ritengo temerario”, ha spiegato Zanini, che ha assicurato come in Svizzera, e anche in Unione europea, per quanto le procedure di omologazione siano accelerate, i requisiti di sicurezza ed efficacia non sono cambiati. Anche Giorgio Merlani, il medico cantonale, ha spiegato come il vaccino è pensato per “le persone sane”, quindi potenzialmente tutta la popolazione, assumersi un rischio anche piccolo può avere conseguenze importanti, per questo servono tutti i dati: “Sono un fermo sostenitore del vaccino, ma non sono un temerario”, ha spiegato Merlani.

“Si sapeva già tanto”
Alla domanda sulla velocità di sviluppo dei vari vaccini, Giovan Maria Zanini ha risposto spiegando che le conoscenze sulle nuove tecnologie usate per questi vaccini esistono da tempo. Sull’mRna si lavora da anni, così come erano numerose le conoscenze sui coronavirus in generale, “non su questo, ma sui coronavirus”. Inoltre in tutto il mondo sono state impiegate risorse finanziarie e umane mai viste. “Il discorso che di solito ci vogliono 10 anni e questa volta sono bastati 10 mesi”, ha detto Zanini, “tiene fino a un certo punto”.

LA DIRETTA

12:04 - Il costo del vaccino da chi verrà pagato?
“La vaccinazione per la popolazione sarà gratuita, i dettagli sono ancora in corso di definizione, ma vi sarà una presa a carico da parte di Cantoni, Confederazione e assicurazioni malattia”.

12:02 - L’estate 2021 la passeremo con la mascherina?
“Dobbiamo vedere come evolve, non escludo che possa riaccadere come l’estate scorsa con una bassa circolazione di virus, dove si potrà rinunciare alla mascherina. Quello che volevo dire è che il vaccino non cambia niente fino all’estate”, ha risposto Zanini.

12:01 - L’influenza stagionale: come sono i dati?
“Non si registrano praticamente casi attualmente”.

11:59 - Nei Grigioni testano a tappeto, in Ticino non si valuta?
“Tutto si valuta. Abbiamo anche il problema di essere in una regione di passaggio. Seguiamo con molto interesse i dati, non lo escludo a priori. Ma a me lascia un po’ perplesso, perché il genere di risultati che danno i test rapidi rischia di lasciare più dubbi che certezze”.

11:58 - Chi ha avuto il virus dovrà fare il vaccino? Dovremo farlo ogni anno?
“Non si dispone ancora di informazioni sulla protezione a lungo termine, sulla necessità di vaccinare nuovamente. Per questo bisogna essere prudenti”.

11:56 - Veramente nei Paesi dove si è già iniziato, ritiene che sia un azzardo?
“La mossa inglese ha sorpreso tutti in Europa. Era totalmente inattesa e a livello scientifico ha destato moltissime perplessità. Io personalmente ritengo che permettere di usare un prodotto dopo aver visto una parte dei dati e non averli visti tutti, credo che sia temerario”, ha risposto Zanini. “Se fosse stata una situazione come l’ebola lo avrebbe fatto anche la Svizzera, ma non in una situazione come questa”.

11:54 - Come è stato possibile arrivare a questi vaccini in tempi così rapidi?
“La ricerca non è partita da zero, i lavori sull’mRna sono almeno dieci anni che in altri ambiti vengono fatti. Esistono già molte conoscenze, esistono tecniche che sono già validate. Il discorso che di solito ci si mettono 10 anni e oggi 10 mesi tiene fino a un certo punto. Esistevano anche conoscenze importanti sui coronavirus, non su questo ma sui coronavirus. Poi va detto che in questi mesi vi sono state moltissime risorse. Enormemente rispetto a quello che capita solitamente: intendo soldi, ma anche persone”, ha risposto Zanini.

11:52 - Le donne incinte potranno essere vaccinate?
“Per quello che so io”, ha risposto Zanini, “nessuno studio clinico di Fase 3 fatto nel mondo con i vaccini di cui stiamo parlando, include fra le persone partecipanti le donne in gravidanza. Per cui è escluso che le donne in gravidanza potranno rientrare nelle popolazioni previste dall’omologazione. Questo non vuol dire che non potranno essere vaccinate, ma sarà molto difficile fare questa valutazione”, ha risposto Zanini.

11:50 - Quale percentuale di vaccinati servirà?
“Se nel lungo termine non si raggiungerà un tasso di immunità del 70% la malattia continuerà a diffondersi. Sarà importante convincere la popolazione, ma questo lo potremo fare solo se avremo un’informazione molto trasparente. Senza raggiungere il grosso della popolazione il vaccino permetterà di ridurre il danno su certe popolazioni, ma abbiamo la possibilità di fare un passo ulteriore”, ha spiegato Zanini.

11:49 - Esisterà un obbligo di vaccinazione per il personale sanitario?
“No”, ha risposto Merlani.

11:45 - Non varrebbe la pena rischiare di più?
“Attualmente abbiamo una malattia che ha circa l’1% di mortalità sulle persone che si infettano. Il vaccino è per tutte le persone sane. Parliamo di 350mila persone? Capite che un rischio dello 0,1% è un rischio elevato. Sul lungo termine è peggio lasciar andare la malattia, ma vaccinare troppo in fretta ha dei rischi. Io sono un fermo sostenitore del vaccino, ma non sono un temerario”, ha risposto Merlani.

11: 45 - Le domande: Quando vedremo la prima iniezione in Ticino?
“Solo dopo l’omologazione. Ci vuole il tempo per far arrivare il vaccino dalla farmacia dell’Esercito, circa tre giorni. Poi da quel giorno si potrà vaccinare. La domanda sarà chi dovremo vaccinare. Se saranno gli operatori sanitari sarà più facile, se dovremo vaccinare gli anziani nelle case per anziani, dovremo decidere dove iniziare. La data è impossibile comunque darla oggi”, ha risposto Zanini. “

11:43 - Nel 2021
“L’immunità di gregge non sarà l’obiettivo nel 2021, ma sarà la riduzione dei danni”, ha detto il farmacista cantonale. “L’organizzazione logistica è in corso. Certe cose le potremo stabilire solo quando sapremo chi vaccinare. Prevediamo di avere in Ticino fino a 6 centri di vaccinazione. Prevediamo di vaccinare nelle strutture sanitarie, negli studi medici”, questo a dipendenza del vaccino utilizzato. “Se un vaccino richiede una manipolazione particolare, è chiaro che gli studi medici sono tagliati fuori”. Vi è poi l’ipotesi di costituire delle squadre mobili per dare una mano dove la logistica richiede un appoggio.

11:40 - Il vaccino in Ticino
La campagna di vaccinazione potrà essere avviata solo quando un vaccino sarà approvato da Swissmedic e solo quando l’Ufsp avrà elaborato una strategia di vaccinazione. “Probabilmente avremo un vaccino più indicato per gli anziani, uno sarà probabilmente indicato per chi ha malattie croniche. Questo potremo saperlo solo quando avremo l’omologazione”. Fino a quel momento non potrà essere definita la strategia vaccinale. “Ci stiamo preparando per essere pronti a vaccinare nei giorni immediatamente seguenti l’omologazione e la definizione della strategia vaccinale: oggi sappiamo che sarà una campagna lunga, perché i vaccini arriveranno a tappe sul mercato svizzero e anche perché oggi è chiaro che le dosi da somministrare sono due, a distanza di un mese”, ha chiarito Zanini.

11:37 - Prime decisioni a settimane
Attualmente i vaccini sotto esame in Svizzera sono quattro: “Per un’agenzia piccola come Swissmedic sia una sfida molto grande”, ha spiegato Zanini. “Una prima decisione su uno di questi vaccini potrà essere formulata entro qualche settimana, a condizione che i dati presentati e quelli ancora da presentare siano sufficientemente solidi per dimostrare che il prodotto è di qualità, è sicuro ed è efficace. Attualmente Swissmedic ha comunicato di non avere ancora tutti i dati per decidere. La palla ora è nel campo delle aziende farmaceutiche”.

11:34 - Cosa succederà in Svizzera
“Il Parlamento ha scelto di non prevedere un’omologazione d’emergenza, perché decidere su dati parziali comporta dei rischi di non aver visto qualcosa. Questi rischi vengono considerati troppo elevati rispetto alla situazione in cui ci troviamo”, ha aggiunto Zanini. “La campagna di vaccinazione sarà utile e sarà un successo solo se la popolazione avrà fiducia nel vaccino che l’autorità gli propone. Non parliamo dei no-vax, su vaccini nuovi mai utilizzati, la popolazione vuole avere delle certezze”.

11:32 - Il caso Gran Bretagna
“In Inghilterra è stata data un’autorizzazione d’urgenza basata su dati parziali. In Svizzera, così come in Unione europea, questa procedura d’urgenza non esiste, non si applica. Da noi si applica un’omologazione accelerata, che si fa più in fretta: le ditte man mano che hanno i dati li forniscono e vengono esaminati. Ma l’omologazione viene data basandosi su tutti i dati. In Inghilterra si sono abbassati i requisiti, da noi i requisiti rimangono gli stessi”, ha spiegato Zanini.

11:31 - Vaccini Cina e Russia
I vaccini di Cina e Russia per il momento non ci interessano, perché per la Svizzera attualmente non sono previsti.

11:28 - “Vaccino per tutti? Non prima di aprile”
“Nel breve e nel medio termine il fatto di avere o non avere il vaccino non cambia la situazione: perché nella migliore delle ipotesi, potrà essere dato il vaccino a tutti quelli che il vaccino lo richiedono, non prima dei mesi di aprile, maggio e giugno”, ha spiegato Zanini. “Sarà in quel periodo che la Svizzera riceverà un numero sufficiente di dosi per aprire la vaccinazione alla popolazione generale. Prima si potrà intervenire su gruppi particolari di persone, ma non sarà questo che permetterà a tutti di lasciar perdere quelle misure che abbiamo imparato a fare: il distanziamento, l’igiene, l’uso delle mascherine quando necessario. Queste misure dovremo continuare a tenerle durante i prossimi mesi, fino alla fine dell’estate, indipendentemente dal vaccino”.

11:25 - Vaccino contro il Covid
“È sotto gli occhi di tutti che nelle ultime settimane vi siano state a livello internazionale ripetute accelerazioni”, ha spiegato Zanini. Si è iniziata la vaccinazione in Gran Bretagna e altri paesi stanno per iniziare. “Io desidero che questi messaggi vengano anche interpretati in modo corretto”, ha detto spiegando gli annunci delle aziende farmaceutiche sono indirizzati soprattutto alla finanza e agli investitori.

11:22 - Il 65% di dosi in più
In Svizzera sono arrivate un 65% in più di vaccini rispetto al 2019. Una percentuale applicabile anche al Canton Ticino, dove forse la percentuale è anche un po’ più alta. Tra le persone a rischio, l’accesso alla vaccinazione è stato molto più alto del solito, ha spiegato il Farmacista cantonale: “Spero che sia un nuovo punto di partenza per i prossimi anni”.

11:18 - Vaccino anti-influenzale
La vaccinazione anti-influenzale: a fine settembre ci si è resi conto che il vaccino sarebbe potuto non bastare per le fasce a rischio. Si è imposto il divieto di vaccinare persone non a rischio fino al 30 novembre. La fornitura straordinaria arrivata a fine novembre: “Il quantitativo che è arrivato, andava a coprire le riservazioni già fatte”, ha spiegato Zanini. Il farmacista cantonale è andato a prelevare 3’740 dosi che sono state distribuite secondo una priorità sanitaria. “Per quanto a noi risulta, tutte le persone a rischio che si erano annunciate hanno ricevuto il vaccino, restano attualmente una quarantina di dosi che potrebbero essere utilizzate se ci fosse qualche necessità”. Ora è data la possibilità a chi lo desidera di vaccinarsi.

11:13 - Materiale sanitario
Il mercato di disinfettanti, ossigeno, test diagnostici e altri materiali necessari è da considerarsi “normale”. I prodotti che creano qualche problema sono i guanti, diventati molto cari, e il disinfettante, dove le aziende forniscono minori quantità rispetto a quelle ordinate. “Nel settore sanitario ci sono buone scorte di materiale”, ha spiegato Zanini. Nonostante l’ondata si stia rivelando più lunga della prima, il mercato permette attualmete a tutti di sostituire il materiale che viene consumato. Il Cantone è dovuto intervenire solo in modo puntuale in alcune situazioni, mentre durante la prima ondata si è dovuti intervenire subito. “Dal punto di vista della dotazione di materiale e di prodotti di protezione, riteniamo che non siano da prevedere problemi sul breve e sul medio termine”.

11:11 - Parla il Farmacista cantonale
Il Farmacista cantonale Giovan Maria Zanini parla ora del materiale disponibile e delle vaccinazioni per influenza e Covid-19-
11:10 - Il tasso Rt
Il tasso di diffusione del virus, che era sceso recentemente sotto 1, ora è tornato nuovamente sopra a quel livello. Questo significa una nuova fase di crescita, ha spiegato Merlani.

11:09 - Mortalità alta
“In Ticino ci si aspetta che muoiano 8 persone al giorno per tutti i motivi, i numeri di decessi per Covid-19 sono quindi importanti”, ha spiegato il medico Cantonale.

11:07 - Nuova fase di crescita
“Siamo nuovamente in una fase di crescita”, ha aggiunto Merlani. Il numero di persone ospedalizzate è piuttosto stabile ad alto livello: “Il numero di persone in terapia intensiva è tra i più alti che abbiamo avuto durante la seconda ondata”.

11:06 - Aumentano i test positivi
“La percentuale dei test positivi è risalita, di nuovo attorno al 25%. Mentre sono scesi i test effettuati. Al minimo sintomo sottoponetevi ai test”, ha spiegato Merlani. “25% di positivi è una cifra elevata ed è nettamente superiore alla media Svizzera”.

11:01 - La situazione epidemiologica
Giorgio Merlani ha fatto il punto sulla situazione epidemiologica. Negli ospedali ticinesi ci sono 116 persone ricoverate a Locarno alla Carità, alla Clinica Moncucco sono 107. Sono 40 le persone ricoverate in cure intense, oltre che nei due ospedali Covid, alcuni sono al Cardiocentro. Le persone ricoverate in reparti non acuti del Cantone.

11:01 - Inizia la conferenza stampa

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