
“Dr. Tanzi, sarebbe bastata una telefonata...”: Danilo Forini, direttore cantonale di Pro Infirmis, giudica “scandaloso” il fatto che 60 dosi di vaccino siano state somministrate a persone non prioritarie ed esterne alle case anziani, come comunicato il 24 gennaio da Franco Tanzi, responsabile dell’area medica di ADICASI, alla RSI. 500 altre dosi in esubero, stando a quanto affermato dal dottor Tanzi, sono state inoltre destinate a persone fragili per età o situazione di salute, sempre esterne alle strutture. Tutto questo, scrive Forini, “in questo momento decine di persone con disabilità ad altissimo rischio che vivono in case o reparti medicalizzati del Ticino, non solo non hanno ancora potuto beneficiare della vaccinazione, ma nemmeno sanno se e quando potranno entrare a far parte di una lista di priorità”.
“Se veramente c’era la paura di “scartare” i vaccini in esubero”, scrive Forini, “sarebbe bastata una telefonata all’OTAF, alla Provvida Madre, al Miralago, a Madonna di Re che felici si sarebbero organizzati in un baleno per poter salvaguardare numerose vite di persone con disabilità e nel contempo con malattie croniche preesistenti ad altro rischio (categoria prioritaria definita dalla Confederazione). Possibile che non si sia potuto entrare nel merito di una sinergia tra strutture di cura distanti spesso solo qualche chilometro?”, domanda il direttore.
“Disabili dimenticati”
Secondo Forini, a differenza che in altri cantoni, “nessuno è ancora in grado di dire alle centinaia di persone che vivono – con misure di ‘reclusione’ simili a quelle della case per anziani – nelle strutture per persone con disabilità ticinesi se e quando saranno inserite in una lista di priorità”. “Ci troviamo nella paradossale situazione”, aggiunge, “dove gli istituti per invalidi sono equiparati alle case per anziani nell’applicare rigorose misure che limitano la libertà e la qualità di vita degli ospiti e poi, ecco che quando si tratta di applicare le priorità di vaccinazione, ci si dimentica di loro”.
“Servono rassicurazioni”
Per questo, nonostante la comprensione per i ritardi nelle forniture, “Pro Infirmis auspica che le autorità sanitarie possano rapidamente prendere in dovuta considerazione, sia la fragilità di tutte le persone con disabilità con malattie ad alto rischio che la particolare situazione di chi tra loro vive nelle strutture a loro dedicate in isolamento e chi non può usufruire appieno delle offerte ambulatoriali, andando a gravare sui sempre più stremati familiari curanti”. “Occorre”, conclude Forini, “qualche rassicurazione sulle priorità dedicate a questa popolazione fragile in modo di affrontare le prossime settimane e i prossimi mesi potendo dire a tutti loro, alle famiglie e agli operatori: ‘Teniamo duro. Dai, che presto arriva il vaccino’ (...) Per ora ciò non è possibile e cresce il sentimento di essere gli ultimi tra gli ultimi.”
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

