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Ticino
Vaccinazione, “perché il Ticino è in ritardo?”
Foto Shutterstock
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Lara Sargenti
6 anni fa
Due interpellanze del PLRT al Consiglio di Stato e al Consiglio federale chiedono di chiarire scelte e ritardi: “Stiamo perdendo tempo prezioso”

In Ticino la campagna di vaccinazione inizierà il 4 gennaio, mentre in altri Cantoni, come Lucerna e Basilea, partirà già a dicembre (il 23 a Lucerna, il 28 a Basilea). Questa tempistica e organizzazione solleva domande nelle fila del PLRT, che in due interpellanze - una inviata al Consiglio di Stato, l’altra al Consiglio federale - chiede come mai in Ticino la campagna inizi “con due settimane di ritardo” e come mai si è proceduto con delle soluzioni a carattere cantonale piuttosto che nazionale.

“Non perdiamo altro tempo”
“È importante che la stragrande maggioranza della popolazione sia vaccinata il più rapidamente possibile”, scrive il deputato Giorgio Galusero nell’atto parlamentare al Consiglio di Stato ticinese. “Con l’omogolazione di swissmedic e l’annuncio del Consigliere federale Berset, la Svizzera ha dato, il 19 dicembre scorso, via libera al vaccino. Cantoni come Lucerna e Basilea si sono mossi rapidamente. Non il Ticino, dove per giustificare l’inizio della campagna di vaccinazioni solo il 4 gennaio sono stati chiamati in causa non meglio precisati ritardi nella catena logistica e organizzativa”. Il PLRT si aspetta dunque che venga data “massima priorità al processo di vaccinazione”, anticipando e risolvendo “ogni inghippo logistico o organizzativo”.

Le domande al Consiglio di Stato:
1. Perché contrariamente ad altri Cantoni il Ticino partirà con le vaccinazioni solo il 4 gennaio 2021? Quali problematiche concrete si sono riscontrate? Non erano ampiamente prevedibili? Si cita per esempio la campagna informativa nelle case anziani: questa non poteva essere avviata già preventivamente nelle settimane scorse?
2. Non ritiene il Consiglio di Stato di perdere così prezioso tempo per proteggere popolazione e sistema sanitario?
3. In base ai ritardi implicati alla catena logistica e organizzativa, quali migliorativi sono previsti per non incorrere in futuro negli stessi errori?
4. In linea generale, quale strategia intende adottare il Consiglio di Stato per promuovere e sensibilizzare sull’uso del vaccino? Come vengono definiti i gruppi da vaccinare in modo prioritario? Quali sono in questo senso le modalità organizzative previste? Quale coordinamento è previsto a livello federale?

Perché non è stato attuato un piano nazionale?
Nell’interpellanza inviata al Consiglio federale, il consigliere nazionale Alex Farinelli chiede invece il motivo per cui la Confederazione non ha attuato un piano nazionale di vaccinazione, anziché affidarsi ai Cantoni “andando poi incontro a ritardi come quelli evidenti in Ticino”. “Dal profilo dell’approvvigionamento sembrerebbe che sono stati fatti i passi giusti, assicurandosi tempestivamente le forniture dei vaccini più efficaci” evidenzia Farinelli nel suo atto parlamentare. “Per quanto concerne la fase di distribuzione invece ci sono parecchi dubbi in quanto la logistica sarà in parte garantita dalla Confederazione e in parte dai Cantoni”.

Ecco quindi le domande rivolte al Consiglio federale:
1) Per quale ragione si è ritenuto di procedere in questo modo con delle soluzioni a carattere cantonale?
2) Considerato il fatto che fondamentalmente ci si trova di fronte ad una sfida di carattere logistico - organizzativo non sarebbe stato meglio prevedere un piano nazionale, ad esempio creando dei centri cantonali di vaccinazione gestiti direttamente dall’esercito?
3) Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della soluzione scelta, rispettivamente di un’eventuale soluzione gestita a livello federale? Come sono stati valutati e ponderati?
4) A livello di indicatori quali sono gli obiettivi che ci si è posti a livello di regioni e di fasce della popolazione, questo indicando anche le scadenze per raggiungerli?
5) Qual’ora la modalità scelta dovesse rivelarsi lenta o mal funzionante come si ritiene di intervenire e con quali tempistiche?

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