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Ticino
Vaccinati per caso in una dozzina di case anziani
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Filippo Suessli
6 anni fa
Le vaccinazioni improprie in Ticino sono state una sessantina, ma a creare il fenomeno, spiegano gli esperti, è la difficoltà di gestione del prodotto Pfizer

“La vaccinazione è contenuta in un flacone da cinque dosi. Una volta a contatto con la plastica, e le siringhe sono fatte di plastica, si denatura molto velocemente”. A spiegarci la fragilità del prodotto Pfizer è Franco Tanzi, geriatra e responsabile sanitario di Adicasi. Ed è per questo che una sessantina di dosi sono finite nel braccio di chi non ne aveva diritto. A rivelarlo lo stesso Tanzi, durante il Quotidiano di domenica sera. Un numero che ha mandato su tutte le furie Danilo Forini, direttore cantonale di Pro Infirmis, che ha dichiarato: “Sarebbe bastata una telefonata all’Otaf, alla Provvida Madre, Al Miralago, a Madonna di Re che felici si sarebbero organizzati in un baleno per poter salvaguardare numerose vite di persone con disabilità e nel contempo con malattie croniche preesistenti ad altro rischio (categoria prioritaria definita dalla Confederazione). Possibile che non si sia potuto entrare nel merito di una sinergia tra strutture di cura distanti spesso solo qualche chilometro?”.

“È vero i disabili ne hanno diritto”

Perché è così. Il fatto che l’ago si infili nel braccio di chi non ne ha diritto, dà fastidio. Dà fastidio agli altri ticinesi che non ne hanno diritto, ma ancor di più a quelli che ne avrebbero diritto, ma mancano le dosi. Franco Tanzi ci spiega di aver sentito Forini: “Ci siamo chiariti e gli do ragione, i disabili hanno diritto alla vaccinazione, che era prevista settimana scorsa e poi posticipata per la mancata fornitura di Pfizer”. Le iniezioni si spera possano già ripartire settimana prossima.

Una dozzina di case di riposo

A spingere i responsabili delle case anziani a somministrare il vaccino a chi non era in lista, come detto, è stata soprattutto la fragilità del prodotto, che costringe a finire i flaconi aperti a fine giornata. “Una volta preparate le siringhe non possono essere portate in giro”. Gli esuberi, poi, si sono manifestati perché alcune delle persone che si erano annunciate, poi hanno fatto un passo indietro oppure si sono ammalate. Il grosso è andato a circa 500 persone che ne avrebbero comunque avuto diritto. Poi ci sono i sessanta fortunati, che si sono trovati nel posto giusto al momento giusto. Parliamo di una dozzina di case per anziani del Cantone, “forse qualcuna in più”, chiarisce Tanzi.

“Ne abbiamo buttate due”

Tanzi invita inoltre a guardare i numeri nel complesso. Si parla di sessanta dosi su oltre 7’400 iniezioni fatte nelle case anziani. “Abbiamo cercato di fare il meglio con quello che avevamo”. E vaccinare qualcuno che prima o poi sarebbe comunque stato vaccinato è meglio che buttare le dosi restanti. “A noi”, racconta Tanzi, “purtroppo è capitato. Ne abbiamo buttate due dosi, ma prima di farlo ho chiesto veramente a chiunque”.

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