
Il Dipartimento della sanità e della socialità informa che dal 1. luglio 2016 sarà possibile anche per ragazzi e giovani uomini – da 11 a 26 anni di età e domiciliati in Ticino – essere vaccinati nell’ambito del Programma cantonale di prevenzione del virus del papilloma umano (HPV). Questa nuova possibilità – raccomandata e non obbligatoria – è legata alla modifica dell’Ordinanza sulle prestazionidell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie e dal prossimo autunno l’Ufficio del medico cantonale informerà i potenziali interessati.
Il Programma cantonale di vaccinazione contro il virus del papilloma umano è attivo in Ticino dal gennaio 2009 e offre a tutti i domiciliati e le domiciliate nel nostro Cantone di età compresa tra 11 e 26 anni la possibilità di venire vaccinati gratuitamente (senza franchigia e partecipazione). È sufficiente rivolgersi a uno dei 178 medici che hanno aderito al programma, che eseguirà concretamente la vaccinazione. La lista dei medici, tra i quali si trovano medici specialisti in medicina generale, interna, ginecologia-ostetricia e pediatria, è disponibile al seguente link sul sito dell’Ufficio del medico cantonale.
Le infezioni da HPV sono trasmesse tramite contatti sessuali. Il preservativo può non essere sufficiente a proteggersi in quanto la trasmissione avviene anche tramite contatti diretti della pelle. Il vaccino consente una protezione da buona parte dei virus HPV più pericolosi. L’obiettivo della vaccinazione è quindi di ridurre il numero delle infezioni da HPV e le sue conseguenze, in particolare il tumore maligno della cervice uterina, dell’ano e del canale anale e dell’orofaringe.
La vaccinazione è una misura preventiva raccomandata, ma non obbligatoria. Spetta quindi alle beneficiarie e ai beneficiari decidere se aderire a questa misura di salute pubblica e valutare il momento più opportuno per farlo. La vaccinazione può divenire, in quest’ottica, un’occasione per incoraggiare delle riflessioni riguardanti la sessualità e il modo di viverla.
I virus HPV sono la più frequente causa d’infezione trasmessa sessualmente al mondo. Alcuni di questi virus possono portare col tempo a lesioni precancerose (=lesioni che precedono l’apparizione di un tumore maligno).
Da anni esiste un test di screening (Pap test) che permette di riconoscere le lesioni precancerose del collo dell’utero. Nonostante il test sia rimborsato dall’assicurazione malattia obbligatoria, purtroppo non viene effettuato da tutte le donne con la dovuta regolarità. Esso permette di riconoscere tempestivamente il tumore o le fasi precancerose, ma non protegge dall’infezione dei virus HPV.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

