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Ticino
Vacanze con l’intoppo, cosa fare
Foto Shutterstock
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Redazione
5 anni fa
I consigli del portavoce di Hotelplan Davide Nettuno per organizzare una vacanza senza sgradite sorprese.

In Svizzera il certificato Covid si usa solo in occasione di grandi eventi o per accedere ai locali notturni. In altri paesi, invece, il documento diventa sempre più necessario per avere accesso a determinati servizi. È il caso dell’Italia, che ha da poco introdotto il green pass obbligatario per entrare nei locali chiusi come ristoranti e musei, ma anche della Francia oppure della Germania, dove occorre presentare il certificato o un tampone negativo per entrare nel paese se si soggiorna per più di 48 ore. Nuove regole e restrizioni che possono provocare qualche ostacolo a chi si mette in viaggio. È notizia degli scorsi giorni che centinaia di turisti sono rimasti bloccati all’aeroporto di Zurigo nelle ultime settimane perché sprovvisti di certificati o perché hanno presentato documenti non validi o incompleti. Come prevenire queste situazioni e viaggiare senza intoppi? Teleticino ha interpellato il portavoce di Hotelplan Davide Nettuno per capire come viaggiare senza incorrere in spiacevoli sorprese.

Centinaia di viaggiatori sono rimasti bloccati all’aeroporto di Kloten perché non erano in possesso dei documenti necessari. Perché si verificano questo tipo di situazioni? Non ci si informa abbastanza prima di partire?
“L’informazione non è mai abbastanza capillare. Oso sperare che queste persone, nella maggior parte dei casi, non si sono rivolte alle agenzie di viaggio. Molti colleghi e altre realtà mi confermano che prestano una particolare attenzione alle informazioni date al cliente proprio perché è una nostra responsabilità. Il monitoraggio costante non si limita al momento della prenotazione, ma fino alla partenza e anche durante il viaggio. Non escludo tuttavia che in questo setaccio possa passare una persona che ha subìto un cambiamento repentino dell’ultima ora e quindi non ha avuto il tempo tecnico di essere informato. Credo però che nella maggior parte dei casi si tratta di persone che usano internet per prenotare il proprio viaggio, facendo il “tour operator” a livello privato. Una circostanza che va benissimo, ma bisogna essere coscienti del fatto che questo comporta delle difficoltà in più per quanto riguarda l’ingresso in un paese qualora si dovesse essere perfettamente in ordine per quanto riguarda la legislazione o le regole d’entrata”.

Questione green pass in Italia: sta creando qualche problema ai viaggiatori svizzeri?
“Quando vengono pubblicate questo tipo di notizie, la clientela si pone degli interrogativi e si rivolge alle agenzie di viaggio per avere qualche chiarimento. Devo dire che però nella maggior parte dei casi i clienti si sono più o meno abituati a questo continuo aggiornamento della situazione e accettano, sebben con qualche titubanza, questi cambiamenti. Sono inoltre situazioni che non frenano eccessivamente le partenze. Chi ha già prenotato non si lascia influenzare da queste informazioni”.

Chi volesse organizzare il viaggio da sé, quali sono i punti di riferimento?
“Le rappresentanze della Confederazione oppure quelle di destinazione. Le pagine del Dipartimento degli affari esteri sono molto chiare. Ci sono poi una serie di link online che possono dare informazioni inserendo il luogo di provenienza, di destinazione, il tipo di vaccinazione o il grado di vaccinazione”.

A causa del Covid le regole possono cambiare anche nel giro di poche ore. Ci sono delle mete che sconsigliate in questo periodo?
“Non ci sono mete che sconsigliamo apertamente. In questo momento però nel bacino Mediterraneo l’unica destinazione che pone qualche problema in più rispetto ad altre è Cipro. Da pochi giorni ha introdotto la Svizzera in una lista di paesi, a cui si richiede un costante monitoraggio sul posto e per cui bisogna sottoporsi a scadenze regolari a ulteriori test per verificare che lo stato sia sempre negativo e che non sia cambiato durante la vacanza. È una cosa noiosa, che i nostri clienti non amano particolarmente. Preferiscono andare in spiaggia piuttosto che recarsi in farmacia. Al momento dissuadiamo dunque un pochino dal scegliere questa destinazione”.

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