
Non le manda a dire, il neo consigliere comunale di Lugano Andrea Censi, replicando al comunicato di ieri dell'Ufficio federale delle strade (vedi articolo suggerito) sull'entrata in vigore a partire da oggi del limite di 100 km/h sulla A13 tra Bellinzona Nord e Roveredo.
A nome dei ricorrenti (fra i quali figurano i consiglieri nazionali Lorenzo Quadri e Marco Chiesa, il granconsigliere Fabio Käppeli ed il municipale di Cama Gianmaria Albertalli), Censi parla di "atteggiamento indecente dell'USTRA".
"Continuano a dichiarare il falso e non rispettano nemmeno le decisioni del Tribunale Amministrativo Federale!" afferma. "Non è assolutamente vero che il ricorso ha impedito la messa in atto del limite di 100 km/h. Il ricorso postula l'aumento a 120 km/h (non una diminuzione dei limiti stabiliti dall'USTRA) quindi non porta ad avere effetto sospensivo."
"Presentato il ricorso l'introduzione del 100 km/h è però stata procrastinata dall'USTRA, il quale in pendenza di ricorso dinanzi al TAF ha chiesto esplicitamente il mantenimento degli 80 km/h" spiega Censi. "Se sono passati mesi e mesi prima dell'introduzione del 100 km/h, i cittadini possono solo ringraziare i funzionari federali che prima dicono una cosa e poi per ripicca ne fanno un'altra."
"E non è finita qui" prosegue Censi. "Quando il 1° marzo 2016, proprio per sbaragliare ogni illazione, la giudice dell'istruzione del TAF ha revocato l'effetto sospensivo, l'USTRA ha ancora voluto aspettare l'eventuale decorso dei termini di ricorso al Tribunale federale, ben sapendo da un lato che i ricorrenti non avrebbero fatto ricorso su questo punto e asserendo per di più che occorreva attendere la decorrenza delle ferie pasquali, ben sapendo che le procedure di effetto sospensivo e di misure provvisionali non hanno ferie né dinanzi al TAF, né dinanzi al TF di Losanna."
"In conclusione, l'USTRA ha tentato in tutti i modi di metterci i bastoni fra le ruote e in cattiva luce di fronte ai cittadini, accollandoci colpe non nostre tramite false dichiarazioni" afferma ancora Censi. "Questo comportamento strafottente ed arrogante non è assolutamente accettabile da un ufficio federale, irrispettoso non solo nei nostri confronti, ma anche nei confronti del TAF, composto di magistrati eletti dall'Assemblea federale, e dei cittadini tutti (perché sono da noi stipendiati!). Mi auguro un repentino cambiamento d'atteggiamento ed una maggiore professionalità da questi burocrati e mi attendo di poter meglio sfruttare il mio tempo invece di dover continuare a replicare a tutti i loro comunicati stampa, che comincio a credere siano volutamente scorretti solo per confondere i cittadini."
Censi conclude assicurando di volersi impegnare per trasparenza "a mettere su di un sito tutti gli atti di causa, così tutti potranno vedere con chi abbiamo a che fare."
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