
La scorsa settimana la nuova tegola caduta sul DSS era stata ridimensionata, ma Palazzo delle Orsoline non sembrano poi così disposti a lasciar correre. Stiamo parlando, per chi se lo fosse dimenticato, di un rapporto del Controllo cantonale delle finanze (CCF) risalente al 2016 che evidenziava come nell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, dopo un controllo a campione su 36 incarti, fossero stati trovati errori in 29 casi (vedi articoli sugeriti).
Sette giorni fa Renato Bernasconi, direttore della Divisione, aveva spiegato ai microfoni di TeleTicino che alcuni errori non erano errori, che modifiche alle procedure erano già state messe in campo, che il danno finanziario era molto minore, pari soltanto all’1% del totale. Ma nel frattempo la frittata era fatta: la questione era sbarcata in Commissione della gestione prima, in Sottocommissione finanze poi.
"Di sicuro all'interno dell'USSI mancava e manca (e qui bisognerà migliorare) un controllo interno. Da questo punto di vista occorre intervenire - ha spiegato il coordinatore della Sottocommissione finanze Fabio Bacchetta Cattori si microfoni di TeleTicino - L'anno scorso è stato riscontrato una serie di errori di valutazione che ammontano a circa 130 mila franchi, dei quali però 95 mila per un caso unico, quindi gli altri casi sono circa 19-20 mila franchi che sommati portano a questa cifra. Non va banalizzato, noi chiediamo ulteriori esami, ulteriori approfondimenti per capire se ci sono stati e se ci sono ancora degli errori di valutazione. Il nostro obiettivo è di evitare che questi casi si ripetano".
Al Controllo cantonale delle finanze toccherà dunque analizzare altri 15 incarti presi a campione. Lo scopo è stabilire se le migliorie messe in campo abbiano portato o no a risultati tangibili.
Tutti i dettagli con l'intervista nel servizio di TeleTicino delle 18.45
CR
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