
Boris Bignasca inoltra un’interpellanza al Consiglio di Stato per chiedere che i ristorni dei frontalieri vengano bloccati e che i fondi siano destinati all’economia ticinese. “Ogni giorno il Canton Ticino accoglie 70mila frontalieri. Possiamo considerare che un numero ragionevole di frontalieri possa non essere negativo per l’economia, mentre siamo certi che un numero eccessivo (come quello attuale) provoca disagi al traffico, dumping salariale e disoccupazione tra i lavoratori e le lavoratrici residenti”, asserisce.
“La situazione finanziaria del Canton Ticino, inoltre, è molto preoccupante e la situazione economica di molte famiglie, lavoratori indipendenti, ristoratori, operatori turistici, ecc., è drammatica anche a causa delle nuove chiusure, adottate per tentare di combattere la seconda ondata della pandemia di Covid19”, aggiunge.
Per il gruppo della Lega dei Ticinesi chiede al Consiglio di Stato di adottare misure straordinarie e di bloccare e i ristorni e di usare questi fondi per occuparsi dei casi di rigore, degli indipendenti, e di tutte le categorie colpite dalle misure riguardo alla pandemia. Eventuali fondi residui, potrebbero essere usati per ridurre il deficit strutturale.
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