
Il bilancio economico e sociale dell’USI e della SUPSI 2010 - presentato stamane dal Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) - mostra un polo universitario ticinese in continua crescita. Forte finanziariamente, propositivo nei rapporti con enti e aziende del territorio e orientato sempre di più verso la ricerca d’eccellenza, questo polo rappresenta un ottimo esempio di atenei giovani e dinamici. Crescita dimensionale La crescita degli studenti del polo universitario, dal 2002 al 2009, è stata del 60%, rappresentando un consolidamento dimensionale importante. Si è raggiunto attualmente un livello di oltre 4.200 iscritti avvicinandosi all’obiettivo indicato nel precedente rapporto del 2004 di 5’000 studenti come livello di regime. La crescita non ha riguardato solo il numero di studenti e di diplomati, ma più che positivi anche la ricerca, la formazione continua, nonché il personale impiegato dalle due istituzioni universitarie. Impegno di risorse pubbliche e flussi finanziariInnanzitutto occorre chiarire che il modello utilizzato nella valutazione dei flussi finanziari non ha tenuto conto di “moltiplicatori” della spesa, ma si basa unicamente su flussi finanziari diretti. Nel 2009, la spesa netta in risorse pubbliche per la presenza del polo universitario ammontava a 46 milioni di franchi. Questa cifra non considera la spesa per studenti ticinesi fuori Cantone o per borse di studio all’estero e include i recuperi di risorse pubbliche (che rientrano in parte al Cantone e in parte ai Comuni) legati alla fiscalità (tasse e altri recuperi). A fronte di ciò si è riscontrato un ingresso netto di risorse pari a 57 milioni di franchi (differenza tra flussi finanziari in uscita e in entrata). Infine, nella valutazione dell’attivazione economica legata alla presenza del polo universitario, l’ammontare delle spese attivanti (quelle che mettono in moto le attività locali, ovvero che ricadono sulla società ticinese) è pari a 131 milioni di franchi. Il rapporto affronta anche l’impatto sui flussi finanziari nel caso ipotetico di assenza del polo universitario. Ne risulterebbe una perdita di 113 milioni di franchi nel 2009, che viene evidenziata dalla somma dell’assenza dei 57 milioni di ingresso netto precedentemente citati con i 56 milioni di flussi in uscita supplementare. Inoltre, il risparmio in risorse pubbliche in assenza del polo, è stato valutato in 21 milioni di franchi. Effetti a lungo termine della presenza del poloOltre all’impatto legato ai flussi finanziari, è stato rilevato come la presenza del polo universitario abbia effetti postivi sul mercato del lavoro locale, sull’innovazione e l’imprenditorialità e sulla componente socio-culturale del Cantone, grazie al ritorno di immagine e alle ricadute culturali. Sotto il profilo del mercato del lavoro, il tasso di occupazione e i dati legati al tempo di attesa di un posto di lavoro sono positivi: questo significa che per il mercato del lavoro ticinese i diplomati risultano essere una risorsa altamente qualificata e ricercata. Infatti, a un anno dalla laurea, ben l’80% dei diplomati della SUPSI e il 65% di quelli dell’USI hanno trovato lavoro sul territorio. Si è calcolato che l’impatto annuo sul mercato del lavoro ticinese è di 260 nuovi addetti. L’aumento del numero dei diplomati, che può trovare un impiego nel Cantone, non è l’unico effetto registrato, vanno considerati anche i posti qualificati creati dalle stesse USI e SUPSI e l’aumento delle competenze del capitale umano esistente, garantito da corsi e programmi di formazione continua. Gli effetti identificati dal gruppo di esperti non si limitano unicamente al mercato del lavoro locale. La presenza del polo infatti, è uno stimolo importante e un sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione, grazie alla ricerca e alla creazione di strutture specifiche di sostegno (TicinoTransfer, CP Startup, ec
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