
Il numero di frontalieri attivi presso l'USI è di 97 su 967 dipendenti. La loro massa salariale ammonta a circa 5,5 milioni rispetto alla cifra globale dei salari annuali dell'USI di circa 66 milioni.
Le cifre sono fornite dal Consiglio di Stato che recentemente ha risposto a un'interrogazione di Massimilano Robbiani. Quest'ultimo chiedeva un giudizio al Governo in merito ad alcune esternazioni che il presidente dell'USI Piero Martinoli aveva rilasciato al Corriere del Ticino per difendere il discusso studio dell'IRE sui frontalieri. Uno studio, si ricorderà, che era finito al centro di aspre polemiche per i risultati a cui era giunto, ossia che non vi sarebbe alcuna prova del fatto che l'assunzione di personale italiano sia dovuto a questioni salariali.
Ma ciò che aveva fatto storcere il naso al deputato leghista era il fatto che Martinoli "ha dato, senza mezzi termini, dei fascisti ai leghisti" si legge nell'interrogazione di Robbiani. "Esternazioni fatte, perché non contento della mozione leghista", spiega Robbiani, nella quale si chiede in sostanza di chiudere l'istituto IRE.
Nella sua risposta il Governo puntualizza che non rientra nelle sue competenze commentare "le libere opinioni" espresse dal presidente dell'USI, "anche se la domanda dell'interrogante attribuisce al Prof. Martinoli una dichiarazione che oggettivamente non risulta dall'articolo pubblicato".
Per quanto riguarda gli studi ancora in sospeso presso l'IRE, il Governo specifica che a fine 2015 risultavano simultaneamente attivi 4 progetti di ricerca accademica finanziati dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNRS) e 3 progetti/ servizi finanziati da enti locali.
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