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Uscita da Schengen, "Studio oggettivo o propaganda?"
Uscita da Schengen, "Studio oggettivo o propaganda?"
Uscita da Schengen, "Studio oggettivo o propaganda?"
Redazione
9 anni fa
Lorenzo Quadri interpella il Consiglio federale in merito allo studio di Ecoplan. "Quanto spendiamo per gli accordi?"

Il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri ha presentato un'interpellanza al Consiglio federale ("Costi dell’uscita della Svizzera da Schengen: studio oggettivo o operazione di propaganda?") dopo che la scorsa settimana sono stati resi noti i risultati dello studio Ecoplan commissionato dal Consiglio federale in adempimento ad un postulato PS secondo cui "un’uscita della Svizzera da Schengen comporterebbe costi di 10 miliardi di franchi" (vedi articolo suggerito).

"Ecoplan ha già realizzato nel 2015 uno studio sui Bilaterali 1 sulla cui qualità erano stati a suo tempo sollevati vari dubbi - rimarca Quadri - L’indagine appare quanto meno parziale: non indica infatti quanto costano alla Svizzera gli accordi di Schengen, che si sono “arricchiti” di circa 200 sviluppi rispetto allo stato del 2005, quando si tenne la votazione popolare sul tema".

"Si stima che nel 2010 i costi degli accordi fossero già lievitati a 185 milioni di Fr all’anno contro gli 8 milioni indicati prima della votazione, ovvero oltre 23 volte di più. Senza contare che ogni sviluppo di Schengen erode la sovranità svizzera. Come noto, ad esempio, si tenta di imporci le nuove disposizioni UE sulle armi – che sono contrarie alle nostre leggi, alle nostre tradizioni ed alla volontà popolare espressa nella votazione del 2011 – con il pretesto che esse fanno parte degli sviluppi di Schengen".

"Un’analisi credibile sull’uscita del nostro paese da Schengen non può prescindere da un’indicazione chiara dei costi che questi accordi comportano oggi per il nostro paese, in termini economici ma anche di perdita di sovranità e di sicurezza, legata quest’ultima all’impossibilità di effettuare controlli sistematici alle frontiere, con tutte le conseguenze negative che ciò comporta (frontalierato del crimine, immigrazione clandestina…)".

Fatte queste premesse, Quadri pone le seguenti domande al Consiglio federale:

- Perché lo studio sui costi dell’uscita da Schengen è stato commissionato ad Ecoplan? Quanto è costato?- A quanto ammontano attualmente i costi annuali degli accordi di Schengen per la Svizzera? Quale la proiezione per i prossimi anni?- Come valuta il CF la differenza tra questi costi e quelli indicati prima della votazione sull’adesione della Svizzera allo spazio Schengen?- Come valuta il CF la progressiva perdita di sovranità del paese a seguiti dei numerosi “sviluppi” di Schengen?- Gli accordi di Dublino vengono messi sempre più in discussione. Come valuta il CF l’ipotesi di una permanenza della Svizzera nello spazio Schengen nel caso in cui le possibilità di respingimento di migranti contemplate dagli accordi di Dublino dovessero venire ridotte?

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