
Quattro deputati ticinesi, Franco Celio (PLR), Lara Filippini (UDC), Nadia Ghisolfi (PPD) e Michele Guerra (Lega), hanno diffuso oggi un comunicato stampa con il quale promettono, in caso di rielezione, di voler promovere un appello in favore del progetto di risanamento della galleria del San Gottardo (un tempo chiamato "raddoppio").
Celio, Filippini, Ghisolfi e Guerra ricordano una notizia di pochi giorni fa, "che la maggior parte dei nostri mezzi “d’informazione” ha naturalmente pensato bene di ignorare": la maggioranza dei deputati al Gran Consiglio del Canton Uri (36 su 64) ha firmato un appello in favore del progetto di risanamento della galleria del San Gottardo, così come previsto dal decreto federale in votazione prossimamente.
"Il silenzio di detti mezzi “d’informazione” – schierati pressoché in blocco contro questo intervento – è significativo" scrivono i quattro. "Se la presa di posizione fosse stata di segno opposto, si può essere certi che il modo di darle l’avrebbero trovato... Essendo invece contro corrente, nelle redazioni devono essersi detti che era meglio… passare all’acqua bassa. Ma tant’è. A questi giochetti siano ormai abituati."
"Per tornare all’appello dei deputati urani" proseguono i quattro deputati, "significativo è soprattutto il fatto che – benché per il Canton Uri i collegamenti con il sud abbiano oggettivamente un’importanza molto meno vitale di quella che hanno per il Ticino i collegamenti con il nord – non tutti si accodano a coloro che già pregustano il “piacere” di veder sbarrati per almeno tre anni (se non di più) i rapporti commerciali intercantonali. Al riguardo non possiamo che constatare la contraddizione di quanti amano rivendicare “aperture” in tutte le direzioni, per poi postulare una chiusura pressoché totale dei rapporti col resto della Confederazione. Chiusura – sull’arco, ripetiamo, di almeno tre anni! - che sarebbe di grave danno per tutta l’economia ticinese che per la Leventina (già “tagliata fuori” dall’AlpTransit) equivarrebbe a una morte certa."
Per scongiurare tale nefasta prospettiva, i quattro deputati dichiarano che, in caso di rielezione, si faranno promotori di un’iniziativa analoga a quella dei colleghi urani anche nel Parlamento cantonale: "Affinché i cittadini abbiano la possibilità di sapere chi difende gli interessi del Cantone e chi no!"
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