
Il consigliere comunale Alessandro Lucchini del Gruppo Unità di Sinistra / Partito Comunista chiede al Municipio di Bellinzona tramite una mozione l'applicazione di un regolamento sociale, al fine di determinare un limite di reddito al di sotto del quale sarebbe possibile accedere alle prestazioni comunali.
Di seguito il la mozione di Lucchini.
"Lodevole Municipio, non è un mistero che una parte crescente della popolazione vive una situazione economica e sociale problematica a cui prestazioni sociali federali, cantonali e anche comunali troppo spesso non riescono a dare una risposta sufficiente.
Tra le città ticinesi, la 'vecchia' Bellinzona é quella che presentava la quota più alta di persone in assistenza: nel 2011 il tasso era del 4,1%, mentre nel 2016 questo si era attestato al 5,3%, ben maggiore rispetto alla media cantonale del 2,8%. La statistica federale del 2016 identificava nella sola “vecchia” Città di Bellinzona 618 unità di riferimento (UR, le famiglie composte da 1 o più persone) che beneficiavano di prestazioni assistenziali; in aumento rispetto alle 450 del 2011.
Nel 2016 queste famiglie erano composte da 965 persone. I dati cumulati della nuova Città di Bellinzona non sono ancora ufficiali, ma si possono stimare sommando quelli degli ex-Comuni: nel 2016 erano 1'007 le UR beneficiarie di assistenza per un totale di 1'547 persone.
Particolarmente interessata era la fascia tra i 35 e i 50 anni, caratterizzate da divorzi, figli a carico e famiglie monoparentali. L’aggravarsi di questa situazione negli ultimi anni richiede quindi misure urgenti, anche da parte del “nuovo” Comune, che, con il processo aggregativo, si trova ora di fronte a sfide più importanti come un ”bacino” sempre più grande e numericamente rilevante di persone vicine o sotto la soglia di povertà, alla quale può però dare risposta con maggiore forza incisiva.
La presente mozione intende formalizzare uno strumento concreto per dare una risposta alla crescente precarizzazione delle condizioni di vita della popolazione bellinzonese.Un Regolamento Sociale, così come già formulato ed in vigore in altre realtà comunali del Cantone (in primis Lugano e Locarno e anche Mendrisio), ha lo scopo di dotare il Comune di uno strumento efficace atto a prevenire lo stato di povertà, impedendo a determinate classi sociali di cadere in uno stato di dipendenza cronica da parte degli aiuti sociali, prevenendo così il ricorso alle prestazioni cantonali di carattere ricorrente.
Esso si fonda sul principio della sussidiarietà per rapporto alle prestazioni cantonali e federali, concedendo misure finanziarie puntuali, mirate e risolutive allo scopo di sostenere puntualmente persone in situazioni di particolare disagio economico a carattere temporaneo. Esse possono anche essere intese quale facilitazione o incoraggiamento in vista di un reinserimento sociale e professionale.
Inoltre, il Regolamento sociale rappresenterebbe una linea guida importante per tutti i servizi sociali comunali grazie alla messa in atto di precisi parametri valutativi.Tramite il Regolamento Sociale verrebbe a determinarsi un limite del reddito disponibile residuale al di sotto del quale, tenendo conto del numero di persone per unità di riferimento, si potrà accedere a tutta una serie di prestazioni comunali. A questo proposito, il Regolamento Sociale potrà fare riferimento ai limiti di reddito previsti dalle prestazioni complementari cantonali.
Le prestazioni comunali minime che dovrebbero essere riconosciute sono:
- Spese per l'alloggio e garanzia per la locazione di alloggi
- Spese per la salute e odontoiatriche
- Spese per l'attività a pagamento in ambito scolastico ed extrascolastico
- Spese per la partecipazione di bambini e adolescenti a colonie riconosciute sulla base della Legge cantonale
- Spese per servizi funebri e di sepoltura- Spese per eventi straordinari e altri bisogni puntuali.
Oltre alle prestazioni puntuali, il Comune, in ossequio alle disposizioni e ai programmi cantonali di inserimento professionale, potrebbe attivare, nel limite del possibile, misure concordate di inserimento formativo o lavorativo a favore di persone escluse dal mondo del lavoro.
Un primo passo potrebbe essere quello di realizzare uno studio simile a quello effettuato dalla Città di Lugano nel 2010, il quale permetterebbe di configurare una mappatura con valori sufficientemente precisi sullo stato di necessità della popolazione, mettendo in relazione il reddito e la sostanza con la situazione sociografica personale (stato civile, numero dei membri della famiglia, entrate, costi fissi, debiti, ecc.).
Tale studio si renderebbe dunque necessario allo scopo di definire in modo circoscritto le categorie di persone i cui redditi sono inferiori ai valori soglia del reddito disponibile residuale, allo scopo di proporre misure di intervento mirate con la formulazione di un Regolamento Sociale comunale.
A Lugano i risultati di questo studio hanno giustificato l’inserimento di un Regolamento Sociale adatto alle esigenze specifiche della popolazione luganese.
Nel momento in cui la nuova Città sta rielaborando i vari Regolamenti comunali adattadoli alle nuove esigenze scaturite dall’aggregazione, con la presente mozione si chiede che anche il settore sociale comunale si doti degli strumenti adatti alle nuove necessità".
"Per i motivi sopraelencati si propone concretamente che:
1. La Città di Bellinzona si doti di un Regolamento Sociale.
2. Il Municipio è incaricato del seguito"
Alessandro Lucchini, Gruppo Unità di Sinistra / Partito Comunista
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