
Un'unica istanza può decidere sulla revoca di una misura terapeutica e sulla sua sostituzione con un internamento: lo afferma in una sentenza pubblicata oggi il Tribunale federale (TF), esprimendosi su una procedura in vigore in alcuni cantoni romandi e anche in Ticino.
Il caso portato davanti ai supremi giudici di Losanna riguardava un pericoloso delinquente sessuale, condannato nel 2012 a 11 anni e 8 mesi di carcere dalla giustizia vallesana. La detenzione era stata sospesa a profitto di un trattamento terapeutico stazionario in una istituzione. Nel 2016 era stata ordinata una perizia in vista del prossimo scadere della misura.
La perizia aveva stabilito che il trattamento era senza speranza. Di conseguenza, il Tribunale per l'applicazione di pene e misure (TAPEM) vallesano aveva revocato la misura terapeutica per sostituirla con l'internamento ordinario. La decisione era stata confermata dal giudice unico della Camera penale del Tribunale cantonale.
In una decisione di principio, il Tribunale federale, che non si era mai pronunciato su questo punto, ammette che una medesima autorità possa prendere una decisione su una misura e sul seguito della stessa. Questa concentrazione di competenze è in vigore nei cantoni Vallese, Ginevra, Vaud e Ticino.
I giudici federali non vedono alcuna ragione che possa impedire alla stessa istanza di decidere sulle due questioni. Infatti, la persona interessata può ricorrere sia contro la revoca della misura in vigore sia contro la nuova.
Il Tribunale federale ha tuttavia accolto il ricorso del delinquente sessuale per un'altra ragione e ha rinviato il caso alla Camera penale. Esso ha ritenuto che il ricorso riguardante una nuova misura debba essere trattato da una giurisdizione collegiale costituita da più magistrati e non da un giudice unico come prevede l'organizzazione giudiziaria vallesana.
Anche su questo punto l'alta corte fa giurisprudenza, poiché né la legge, né il messaggio che la riguarda, né la dottrina sono chiari. Il Tribunale federale giustifica la sua interpretazione rilevando le pesanti conseguenze di una misura quale l'internamento.
(sentenza 6B_1098/2018 del 21 marzo 2019)
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