
Dopo i docenti VPOD è l'assemblea del "Coordinamento scuole 23 marzo" a prendere posizione sulla manovra di rientro proposta dal Cantone e non esclude nuove mobilitazioni.
Riunito settimana scorsa a Camignolo, il gruppo di docenti ha dapprima espresso la propria soddisfazione per la giornata di manifestazioni indetta lo scorso 23 marzo a seguito dell'introduzione di una giornata di congedo pagato per compensare le misure di risparmio.
Sul pacchetto di risparmio varato dal Governo l'assemblea non ha risparmiato le proprie critiche: "È uno stillicidio risparmistico che dura da parecchi decenni e che beffardamente si accompagna a nuovi progetti di sgravio per i benefici delle aziende. È il chiaro segnale di una politica fallimentare che neppure sa difendere le proprie istituzioni." Non sono solo i tagli annunciati a creare malumore, ma anche la revisione della Legge sugli stipendi.
"Sebbene sia difficile formulare per il momento un giudizio circostanziato (parte consistente delle decisioni di dettaglio verranno prese in sede di regolamento applicativo), è possibile sin d’ora esprimere qualche preoccupazione in relazione al fatto che la nuova legge confermi alcune ben conosciute possibilità di risparmio sugli stipendi (in particolare il non riconoscimento automatico del carovita e la possibilità di ridurre lo stipendio iniziale dei neoassunti) e che, nel contempo, essa preveda esplicitamente la possibilità del blocco degli scatti (prima l’aumento annuale era un diritto, ora si afferma che esso è riconosciuto “di regola”; si aggiunge inoltre la possibilità di non riconoscere l’aumento annuo a singoli dipendenti se “inadempienti”)."
Il gruppo di docenti continua segnalando come la voce degli insegnanti sembri rimanere inascoltata. "La scuola guarda con preoccupazione allo svilimento della professionalità del docente, alla diminuita attrattiva della sua professione, all’aumento dei mandati educativi, allo snaturamento della qualità intellettuale della professione docente. Per tutte queste ragioni l’assemblea appoggerà ogni iniziativa capace di opporsi a queste derive e annuncia, da subito, forme di mobilitazione più incisive che saranno definite nelle prossime settimane e proposte a settembre nelle scuole."
L'assemblea conclude ricordando il proprio sostegno all'iniziativa popolare "Rafforziamo la scuola media". Iniziativa che propone maggiori investimenti nella scuola media e la riduzione del numero di allievi per classe. Il Governo e il Gran Consiglio, ricordiamo, si sono espressi contro questa iniziativa popolare. Lo stesso Manuele Bertoli si è detto contrario all'iniziativa. Per il direttore del DECS la sua approvazione comprometterebbe la grande riforma scolastisca "La scuola che verrà". L'iniziativa è stata promossa dal sindacato VPOD-docenti.
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