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Ticino
Uno spinello saltuario non comporta cattive note scolastiche
Redazione
19 anni fa
Lo dimostra uno studio. Pelin Kandemir: 'No alla banalizzazione, ma il consumo occasionale non va demonizzato'

Non bisogna «assolutamente» banalizzare il consumo di hascisc e marijuana fra i giovani, ma nemmeno drammatizzare gli effetti del consumo occasionale. Secondo uno studio dell'università di Losanna, infatti, chi fuma uno spinello saltuariamente non ha cattive note scolastiche e addirittura può risultare più sportivo.L'inchiesta, che ha iniziato a raccogliere i dati nel 2002, ha riguardato 5263 liceali e apprendisti di età compresa fra i 16 e i 20 anni; 455 hanno affermato di consumare solo marijuana, 1703 anche tabacco e 3105 erano non fumatori. L'interesse verteva su quei giovani che si fanno le «canne» senza essere consumatori di tabacco e alcol, ha spiegato all'ATS Joan Carles Suris, responsabile del gruppo di ricerca sulla salute degli adolescenti dell'istituto di medicina sociale e preventive dell'università di Losanna.L'indagine ha rilevato differenze soprattutto fra chi consuma saltuariamente (una o due volte al mese) droghe leggere e chi fuma anche tabacco: i primi hanno ottenuto risultati scolastici migliori e la loro tendenza ad assumere altre droghe è risultata inferiore.Rispetto a chi assolutamente non fa uso di stupefacenti, i fumatori saltuari di «joint» tendono ad avere relazioni migliori con gli amici e a praticare un'attività sportiva più sostenuta. Per contro le loro relazioni con i genitori sono un po' meno buone di quelle degli astinenti. D'altro canto, fra i consumatori occasionali di hascisc non sono stati osservati maggiori problemi psichici che fra i non fumatori.Se un giovane si fuma uno spinello il sabato sera, il resto della settimana va bene, afferma Joan Carles Suris. L'uso di varie droghe, alcol e tabacco compresi, rende invece la situazione più pericolosa. I risultati dello studio sono stati riassunti in un articolo pubblicato da «Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine». Ascolta il commento di Pelin Kandemir Bordoli, di Radix Svizzera italiana, ai microfoni di Laila Meroni

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