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Ticino
Uno spazio sicuro per figli in affidamento e genitori
Lara Sargenti
4 anni fa
È nato a Lugano un nuovo punto di incontro per facilitare lo scambio tra un minore in affidamento e la sua famiglia di origine. Andrea Bianchi, presidente di AFTA: “Più punti di incontro permettono di rispondere celermente alla richiesta, che è elevata”

Un nuovo punto di incontro, in un ambiente protetto, per facilitare l’incontro tra un minore in affidamento e la sua famiglia di origine. È il progetto pilota portato avanti dall’Associazione ticinese famiglie affidatarie (ATFA), che durerà due anni. La tipologia di incontri saranno due: la visita di passaggio e il diritto di visita sorvegliato. “Qui arrivano minori di 18 anni e adulti che vivono situazioni multiproblematiche, come tossico dipendenza, alcol dipendenza, o che hanno ritardi cognitivi importanti o problemi psichiatrici”, spiega Luisa Manzo, coordinatrice del progetto pilota. “Arrivano anche minori inseriti nelle famiglie affidatarie, che sono stati vittime di abusi o maltrattamento o inseriti in percorsi comunitari”.

Un momento delicato
Il momento dell’incontro è delicato e grazie a esperti qualificati si sostengono tutte le parti. Il costo complessivo sui due anni è di circa 400’000 franchi, coperto in parte dal Cantone e la restante da privati. Il periodo pandemico, per fortuna, non ha fatto aumentare i casi, ma il problema c’è e servono risposte puntuali, spiega Andrea Bianchi, presidente di AFTA. “I numeri sono elevati e la richiesta ha bisogno di una risposta immediata. E spesso questa è la difficoltà. Quando un’autorità di protezione decreta un diritto di visita sorvegliato la volontà è di farlo immediatamente. Avere più punti di incontro disponibili permette di avere una risposta celere e con un’alta qualità”.

Si riducono i tempi di attesa
Il tempismo fa la differenza e il tema era stato portato all’attenzione del Consiglio di Stato nel gennaio del 2021 nella mozione “potenziamo i punti di incontro per agevolare il diritto dei bambini di poter incontrare il proprio genitore (papà o mamma) non affidatario”. Questo nuovo punto di incontro va proprio in questa direzione, spiega Marco Galli, capo ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani. “I punti di incontro cantonali sono stati potenziati proprio per consentire una diminuzione delle liste d’attesa: prima c’erano circa 10 casi in attesa, ora siamo sotto i 6”.

Le famiglie affidatarie
Le famiglie affidatarie sono quelle famiglie che decidono volontariamente di accogliere un minore in difficoltà che è stato allontanato dalla sua famiglia naturale dalle autorità cantonali. In Ticino si contano oltre 160 famiglie affidatarie a lungo termine che accolgono circa 180 bambini e ragazzi. Per le situazioni d’urgenza ci sono inoltre 10 famiglie SOS, le quali sono in grado di accogliere i minori nell’immediato.

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