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Autogestione
“Uno spazio (inutilizzato) per tutti”
Redazione
3 anni fa
I copresidenti del partito socialista di Lugano ribadiscono la necessità di uno spazio fruibile da subito per la realtà autogestita. “È compito dell’Esecutivo assicurare alle persone la possibilità di esprimersi in un pluralismo culturale”.

A Lugano ad intervalli regolari si ripropone la questione della mancanza di spazi per la cultura indipendente e per realtà autogestite. Problematica questa, secondo i copresidenti della sezione cittadina del PS, Tessa Prati e Filippo Zanetti, causata dall’agire “politicamente insensato del Municipio, con il suo culmine nella demolizione di parte dell’ex Macello”. La recente decisione della Corte dei reclami penali, “che de facto riapre la procedura, ci dirà se tale agire ha anche una rilevanza penale”.

“A una realtà autogestita serve uno spazio fruibile da subito”

Con l’esperienza de La Straordinaria, si legge ancora nella nota congiunta dei due copresidenti, tutti gli attori -in primis la compagine municipale e il dicastero cultura- “si sono detti soddisfatti e consci della necessità di offrire spazi non organizzati a quella tanto importante quanto sottovalutata cultura indipendente”. Una cultura che a Lugano “stenta ormai da anni a (ri)prendersi gli spazi necessari per poter esprimere un potenziale che il Municipio da troppo tempo ha voluto limitare”. È compito dell’Esecutivo “assicurare alle persone la possibilità di esprimersi in un pluralismo culturale: a una realtà autogestita serve uno spazio fruibile fin da subito, facilmente accessibile anche con i mezzi pubblici e che sia idoneo allo sviluppo di attività variegate”.

"Venga finalmente concordato uno spazio definitivo”

Con l’occupazione dell’ex scuola elementare di Viganello, uno stabile vuoto e inutilizzato, “è stata data l’ennesima conferma che di spazi a Lugano ve ne sono”. Manca tuttavia “la disponibilità, ma soprattutto la volontà del Municipio di impegnarsi affinché uno spazio definitivo venga finalmente concordato tra le parti e concesso”. L’Esecutivo e la destra, scrivono Prati e Zanetti, “devono accettare che Lugano non è solo Piazza Riforma: inclusione e diversità e, in questo caso, una realtà autogestita, sono un valore e quest’ultima non è una realtà da reprimere e repellere”. L’apertura dimostrata nelle ultime ore da entrambi i fronti “va sostenuta e, questa volta, deve portare un risultato giusto, in tempi brevi e che vada a soddisfazione di tutti”.

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