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Ticino
Uno sconto per chi corre: "Anziani e disabili come fanno?"
Uno sconto per chi corre: "Anziani e disabili come fanno?"
Uno sconto per chi corre: "Anziani e disabili come fanno?"
Redazione
8 anni fa
Una lettrice contesta l'App che permette di pagare meno la cassa malati: "Società sempre più a due velocità"

Grazie all’app “Helsana plus” gli affiliati della cassa malati possono cercare di abbassare il proprio premio con l’attività fisica. Basta scaricarla e istallarla sul telefonino e il gioco è fatto: l’app monitora l’attività fisica dell’assicurato e calcola automaticamente lo sconto. 10mila passi al giorno valgono 100 punti, circa 1 franco di bonus sulla fattura.

L’iniziativa è stata salutata come un incentivo per chi ogni fine mese deve ingoiare l’amara pillola del premio, ma non è restata esente da critiche. Circa tre mesi fa segretaria generale ACSI Laura Regazzoni Meli aveva spiegato ai microfoni di TeleTicino che questa idea “discrimina una fascia di persone, dalle più anziane (con magari qualche problema con la tecnologia), ai malati, a chi ha un handicap e non può fare sport”, creando de facto assicurati di serie A e assicurati di serie B.

A farsi portavoce del malcontento di chi ha delle difficoltà a svolgere un’attività fisica regolare è un’assicurata ticinese, invalida dal 1998, che ha affidato il suo sfogo a Ticinonews. “Per certi aspetti sono migliorata ma ho sempre difficoltà con le cifre e tutto ciò che riguarda la tecnologia. Di conseguenza, malgrado sia stata iscritta in palestra, faccia movimento giornalmente a titolo preventivo, sia affiliata alla Helsana dal lontano 1964, non ho diritto a nessuno dei vantaggi indicati nel loro opuscolo ed è per questo motivo che io mi sento discriminata e come me sicuramente tanti anziani, invalidi o semplicemente persone che per vari motivi sono finanziariamente limitate”.

“Ora, vi chiedo se i soldi del premio che pago regolarmente ogni mese sono diversi da quelli degli altri utenti più intelligenti e capaci? - prosegue - A me risulta che siano uguali. Questa è una ingiustizia pura e semplice, perché i vantaggi sopra indicati non sono raggiungibili da tutti e allo stesso modo”.

“Sono dispiaciuta nel constatare che viviamo sempre più in una società a due velocità, quella dei ricchi e dei normodotati e quella dei più poveri sia intellettualmente, fisicamente che finanziariamente. Nessuno di noi è al riparo da qualche disgrazia fisica o finanziaria che sia e, a mio umile parere, varrebbe la pena di cambiare le cose a beneficio di tutti”, conclude la nostra lettrice.

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