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"Uno dava calci in faccia, l'altro tirava con la cinghia"
"Uno dava calci in faccia, l'altro tirava con la cinghia"
"Uno dava calci in faccia, l'altro tirava con la cinghia"
Redazione
9 anni fa
Un testimone afferma che al Carnevale estivo di Giumaglio non si è trattato di un semplice pugno. "No, molto di più"

Continuano a circolare versioni discordanti su quanto accaduto sabato sera all'esterno dell'area del Carnevale estivo di Giumaglio, da dove un giovane della Vallemaggia ha dovuto essere trasportato in ospedale per essere poi dimesso solo lunedì mattina (vedi articoli suggeriti).

Se da una parte gli organizzatori del carnevale hanno invitato a non gonfiare i fatti e i genitori dei ragazzi coinvolti hanno assicurato a La Regione che i loro figli si troveranno per fare pace, ieri Radio Fiume Ticino ha raccolto una testimonianza che getta nuove ombre su quel "feroce pestaggio", o "paio di pugni" che dir si voglia.

"Io era a 20 metri di distanza e ho visto due che si pestavano per terra e si davano secco" racconta il testimone a RFT. "Poi ce n'erano altri due, uno che tirava calci in faccia a uno e l'altro che gli dava giù secco con la cinghia."

"Io sono andato là e li ho divisi, perché uno continuava a dargli calci in faccia" prosegue il giovane. "Poi sono arrivati gli agenti e io non sono stato più lì a vedere."

Secondo il testimone non si è trattato quindi di un semplice pugno. "No no, era molto di più, se no non sarei neanche andato lì a dividerli" ribadisce. "Erano due per terra che si picchiavano, poi c'erano un terzo e un quarto, uno con la cintura e l'altro che dava calci."

Il mistero quindi si infittisce. Quel che è certo è che fortunatamente il giovane portato in ospedale non ha riportato ferite gravi, tanto che ha già potuto riprendere la sua attività lavorativa, e che a stabilire cosa sia effettivamente successo ci penseranno gli inquirenti, che hanno avviato d'ufficio un'inchiesta.

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