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Ticino
"Uniti per crescere", gli auspici del presidente del Governo Vitta
Redazione
2 anni fa
"Sarà importante remare tutti nella stessa direzione per vedere il Ticino crescere", è l'auspicio del presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta. Con lui abbiamo ripercorso i momenti salienti del 2024 e gettato uno sguardo agli obiettivi del Governo cantonale per il 2025.

Ticinonews ha intervistato il presidente del Consiglio di Stato ticinese Christian Vitta per fare un bilancio dell'anno che è stato il 2024, ma anche di quello che sarà nel 2025.

Christian Vitta, presidente del consiglio di Stato, si conclude questo 2024, dove il ricordo più toccante forse sono state quelle due settimane in cui la Svizzera italiana è stata molto toccata dal maltempo.
Sicuramente, l'estate è stata molto intensa. Abbiamo avuto prima i disastri che abbiamo registrato nella Mesolcina e una settimana dopo l'alta Vallemaggia che è stata duramente colpita, quindi un momento triste per la Svizzera italiana. Ricca anche di molta emotività perché la gente è stata molto colpita da questa forza della natura che si è scatenata sui nostri territori.

Quando si prende la guida del Consiglio di Stato, uno cerca di immaginarsi cosa aspettarsi e poi si è sempre sorpresi anche nel dolore.
Si è pronti a qualsiasi evenienza, si sa che la vita è fatta di momenti belli ma anche di momenti difficili quindi l'anno presidenziale si pone dinanzi a quella che è la vita quotidiana. Con momenti anche soddisfacenti. Il 2024 è stato un anno, ad esempio dal profilo sportivo, che ci ha riservato tante belle soddisfazioni, cito Lara Gut o Noè Ponti che hanno vinto molto. E momenti difficile e tristi come quelli che abbiamo vissuto durante l'estate.

Il Governo, e lei come direttore del DFE, siete chiamati a far quadrare i conti del Ticino, in un momento in cui i conti per il cantone sono complicati ma anche per la popolazione. Come far coincidere questi due bisogni?
È un momento complesso per tutti, l'economie domestiche, la popolazione è stata confrontata con l'inflazione, un fenomeno che non consociavamo più da molto tempo. Ma anche le istituzioni, nel periodo post covid sono state messe sotto forte pressione a livello finanziario, non solo il Ticino ma anche la Confederazione. Se ne esce uniti avendo l'unico obbiettivo comune che è quello di guardare avanti e di vedere il paese crescere, perché in fondo la Svizzera ha sempre dimostrato che quando riesce a crescere e allo stesso tempo mantiene anche le finanze pubbliche in ordine, poi riesce a raccogliere dei risultati positivi. Quindi dobbiamo tutti remare nella stessa direzione.

In Ticino ultimamente è mancata quella sensazione di sentirsi davvero parte della Svizzera, basti pensare alla Vallemaggia con la mancata offerta di maggiore aiuti. Anche lei si sente un po' così?
Le aspettative sono superiori a quanto ci ha comunicato Berna. Il dialogo però deve rimanere aperto, in questo senso sono in contatto con Rösti che è il responsabile diretto del dipartimento che tratta in particolare il tema della Vallemaggia e con l'inizio del nuovi anno avremmo un incontro a Berna dove presenteremo quelle che sono le aspettative del Ticino e dell'alta Vallemaggia. In fondo, il federalismo funziona bene se i valori che festeggiamo ogni 1 agosto poi si riflettono nella pratica nei momenti difficili attraverso la solidarietà e il sostegno reciproco. Quindi è questo che ci attendiamo in fondo da Berna, un chiaro segnale di vicinanza e di sostegno a questa regione colpita. 

Se avesse qualcosa da augurarsi per il 2025 del Canton Ticino, ci sarebbe qualcosa in particolare in cui spera?
Spero in una certa serenità nell'affrontare i problemi più complessi. In questo periodo storico non abbiamo bisogno di divisioni ma di unione, non abbiamo bisogno di contrapposizioni ma di confronto costruttivo. Io mi auguro che si riescano ad affrontare i complessi problemi a cui ci troviamo confrontati oggi, con questo spirito propositivo perché sono con l'unione si riescono a superare anche gli ostacoli più impegnativi.

Come direttore del DFE lei è chiamato a mangiare lenticchie la sera di Capodanno?
Si, mi auguro che avrò il sostegno e l'aiuto di tanti ticinesi che condivideranno questo piatto e che speriamo a tutti noi porti e sia di buon auspicio per il Ticino e per un anno che ci riservi soddisfazioni.