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Ticino
Unia, "un colpo di mannaia alla dignità dei lavoratori"
Redazione
12 anni fa
"Si sfrutta ogni possibilità per colpire i contratti e la dignità. Serve una resistenza", si legge in una nota a sostegno degli operai della Exten. Domani nuova assemblea

Unia, che sta sostendendo gli operati della Exten di Mendrisio nel loro sciopero, ha parlato in un comunicato giunto in serata di una "scelta inevitabile" nell'ambito di una "lotta per il rispetto" ed ha allargato il discorso attaccando le aziende ticinesi in generale.

Spiegando che la prossima assemblea dei lavoratori si terrà domani alle ore 14, il sindacato scrive che "il silenzio assordante della direzione di Exten SA a fronte delle chiare richieste deilavoratori formulate in assemblea non lascia alternativa!"

In allegato, Unia Ticino e Moesa ha inviato anche un appello di solidarietà, ovvero una raccolta di firme che dovrà essere inviato presso la sua sede. Il testo recita:

"Il taglio previsto dalla direzione di Exten SA, fabbrica di Mendrisio, è un colpo di mannaia che violenta la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori. Le modalità in cui sono stati firmati gli accordi, la violenza psicologica in atto, l’esclusione di percorsi condivisi dall’insieme dei lavoratori per la risoluzione dei problemi sono riprodotte, in forme simili o solo leggermente diverse, in decine e decine di industrie della nostra regione.

Utilizzando come pretesto la decisione della Banca Nazionale sul cambio fisso euro/franco, direzioni e consigli di amministrazione sfruttano ogni possibilità per colpire contratti collettivi, contratti individuali ma soprattutto la dignità di chi, quotidianamente, ha contribuito e contribuisce all’esistenza stessa del tessuto industriale ticinese.

Una situazione inaccettabile in cui lavoratrici e lavoratori tentano, dove possibile, una resistenza.Per una discussione franca e trasparente, per il bene dell’azienda e per lo spirito costruttivo dimostrato dalle maestranze, chiediamo:

- che la direzione di Exten SA annulli gli accordi individuali e torni al tavolo delle trattativecon spirito costruttivo per cercare di risolvere le problematiche sorte;

- che le istituzioni e la politica ticinese si facciano promotori con urgenza di un tavolo tecnico permanente sulla realtà industriale ticinese, che esprima valore aggiunto sul tessuto sociale della regione e non solo possibilità di guadagno rapido;

- che le istituzioni e la politica ticinese promuovano fattivamente l’estensione di contratti collettivi di lavoro;

- che l’associazione padronale di riferimento del settore industriale intervenga, in modo duro, nei confronti delle aziende che sfruttando alibi infondati rivedono strutturalmente l’azienda e i diritti dei lavoratori."

Un j'accuse, dunque, che va oltre la singola situazione della ditta di Mendrisio e vuole riferirsi alla realtà imprenditoriale ticinese in generale. 

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