
“Tuteliamo il lavoro frontaliero ed eviteremo il dumping salariale”. Sono parole chiare quelle pronunciate da Sergio Aureli di UNIA oggi durante la presentazione del “manifesto dei lavoratori frontalieri” a Malnate, in provincia di Varese.Il paese lombardo poco al di la della dogana di Stabio dove ogni giorno transitano migliaia di frontalieri che raggiungono il proprio posto di lavoro in Svizzera, è stato la cornice della presentazione del documento sottoscritto OCST CGIL CISL UIL e ACLI che chiede un tavolo di confronto per la creazione dello statuto dei lavoratori frontalieri che sempre più sottolineano i sindacalisti, vengono lasciati nel limbo senza regolari leggi. A Malnate oggi come detto c’era anche Sergio Aureli di UNIA che ha ribadito come la tutela dei lavoratori frontalieri difenda a sua volta l’economia interna svizzera dalla possibilità di scenari di dumping salariale. Aureli ha sottolineato come la creazione di ammortizzatori sociali in Italia, che per ora sono solo un lontano miraggio, darebbero un’indennità di disoccupazione ai lavoratori frontalieri tale per cui, chi è senza posto di lavoro non accetterebbe più impieghi in Svizzera che favoriscano il dumping salariale. Poi la parola è passata a Giancarlo Bosisio di OCST Frontalieri che pone l’accento sulla mancanza di conoscenza del fenomeno da parte delle istituzioni italiane, dimenticando continua Bosisio l’indotto miliardario che ogni anno il lavoro frontaliero porta in Lombardia. [email protected]
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