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Ticino
Unia ricorre contro la legge sui negozi, i giovani PLR insorgono
Unia ricorre contro la legge sui negozi, i giovani PLR insorgono
Unia ricorre contro la legge sui negozi, i giovani PLR insorgono
Redazione
7 anni fa
Secondo i giovani PLR mantenere regole rigide significa incitare "a fare shopping oltre confine o oltre Gottardo"

La sezione ticinese del sindacato UNIA ha inoltrato ricorso al Tribunale federale contro la nuova legge cantonale sugli orari dei negozi. Un ricorso i cui dettagli verranno svelati domani in una conferenza stampa. Ma c'è chi punta già il dito contro il sindacato. I giovani PLR ritengono che i trenta minuti in più d'apertura sono un "compromesso ragionevole", mentre il sindacato "non si dimostra disposto ad abbracciare il modello di successo svizzero".

"Al termine di una lunghissima procedura, dal 1° gennaio 2020 i negozi possono finalmente restare aperti mezz’ora più a lungo" ricordano i giovani PLR. "Un’estensione minima che è già in vigore ma non è ancora certa, nonostante l’approvazione da parte delle autorità federali (SECO) nel dicembre 2019. Il ricorso ha infatti aperto una nuova fase di incertezza, e per fortuna non ha avuto effetto sospensivo sull'apertura prolungata. Il nostro Cantone non può irrigidirsi di fronte ad una minima estensione degli orari di apertura: lo sa benissimo lo stesso sindacato, che con furbizia ha rinunciato a lanciare un referendum per timore di esporsi a un fiasco clamoroso".

I giovani PLR auspicano quindi "meno rigidità e meno no ideologici", tenuto conto delle difficoltà del Cantone che subisce la concorrenze della vendita online. "Sempre più persone fanno acquisti su internet o all'estero. Orari di apertura più lunghi sono una fra le possibili risposte a questo nuovo contesto difficilissimo, in particolare per un Cantone turistico e di frontiera come il nostro" sottolineano i giovani liberali radicali ticinesi. "Questa estensione significa anche preservare posti di lavoro e crearne di nuovi, e l'accresciuta flessibilità è interessante anche per molti dipendenti. L’estensione, infine, non è imposta a nessuno: piccoli e grandi commercianti possono scegliere se tenere aperto più a lungo – non dimentichiamo mai che stiamo parlando di 30 minuti in più al giorno e 90 minuti in più al sabato, con alcune eccezionali aperture generalizzate fino alle 22.30".

Infine i giovani PLR fanno un confronto con quel accade nel resto della Svizera. "In alcuni Cantoni della Svizzera centrale i negozi sono aperti da anni da molto più tempo; ad Argovia, Svitto, Obvaldo e Nidvaldo non ci sono addirittura più leggi sugli orari di apertura e chiusura dei negozi. Mantenere regole rigide significa di fatto incitare la popolazione a fare shopping oltre confine oppure oltre Gottardo, incoraggiando il «turismo dello shopping» e l’inquinamento che ne deriva".

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