
È partito poco dopo le 8 da Mendrisio il treno che porterà i manifestanti ticinesi a Berna. Il corteo inizierà alle 14. Ad organizzarlo il sindacato UNIA con l'obiettivo di lottare contro il dumping salariale, la xenofobia e i salari minimi. "Da una società dove si lavora 24 ore su 24 tutti ci perdono", dicono i vertici di UNIA. Una manifestazione programmata proprio alla vigilia del voto di domani.
Le pressioni sui salari - fa notare UNIA - sono aumentate in modo vertiginoso. È per questo che a gran voce dicono: "vogliamo che in Svizzera continuino ad essere versati salari svizzeri". Per farlo il sindacato invoca un giro di vite legislativo, un maggior numero di controlli e sanzioni più severe. Una discesa in piazza anche per dire che i capi non devono guadagnare più di 12 volte rispetto ai loro dipendenti e nella ricca Svizzera un lavoro a tempo pieno deve essere retribuito almeno con 4'000 franchi. Solo così - si legge nel comunicato - riusciremo a fermare gli sfruttatori e ad imporre salari equi, anche e soprattutto per le donne, che a tutt'oggi continuano a guadagnare decisamente meno rispetto agli uomini. UNIA - tra le altre cose - richiede anche un rafforzamento dell'AVS.
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