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Ticino
Unia dice no al pacchetto fiscale
Unia dice no al pacchetto fiscale
Unia dice no al pacchetto fiscale
Redazione
9 anni fa
Il sindacato contro la riforma del Governo, che ritiene "ingiusta" e "per nulla sociale": "Basta regali ai ricchi"

Il Sindacato Unia Ticino comunica che combatterà con ogni mezzo la riforma “fiscale e sociale” presentata lo scorso 18 settembre dal Consiglio di Stato e attualmente all'esame del Gran Consiglio. Secondo il sindacato si tratta "dell'ennesimo regalo ai più ricchi, di un modo per accrescere ulteriormente le disuguaglianze sociali e mettere seriamente a rischio le finanze pubbliche". Alquanto problematica, sostiene il sindacato, è anche la scelta di unire in un unico pacchetto misure fiscali e sociali "da prendere o lasciare".

"Il Ticino è confrontato con un'emergenza sociale senza precedenti, con un mercato del lavoro sempre più brutalizzato che produce sotto-occupazione, povertà e insicurezza esistenziale" commenta il sindacato in una nota. "La priorità non può dunque certo essere quella di ridurre le imposte delle aziende che conseguono grandi utili e delle persone fisiche più benestanti, come vuole questa contro-riforma. Una controriforma che il governo tenta di edulcorare con misure di politica sociale apparentemente finanziate dalle imprese ma che in realtà andrebbero oltretutto a gravare sulle lavoratrici e sui lavoratori (si pensi alla prevedibile pressione al ribasso sui salari per non ridurre gli utili aziendali al netto di queste misure)".

L'idea poi di rendere il Ticino più attrattivo per i “buoni contribuenti” attraverso politiche di defiscalizzazione è secondo Unia "una sciocchezza solenne". "È infatti evidente", prosegue il sindacato, "che la sfrenata concorrenza fiscale al ribasso tra i Cantoni non produce alcun risultato da questo punto di vista e anzi porta, sul medio e lungo a termine, alla riduzione delle entrate fiscali di tutti i Cantoni obbligandoli a interventi drastici sulle finanze pubbliche e ad intaccare la qualità dei servizi statali. E intanto i contribuenti cui sono destinati questi sconti fiscali non lascerebbero nulla alla nostra economia reale (la sola in grado di creare occupazione in modo sostenibile nell’insieme del sistema economico) visto che quanto risparmiato in imposte finirebbe inevitabilmente investito nei mercati finanziari. Sarebbe al contrario necessario imporre maggiormente questi redditi da capitale che non sono investiti nell’attività economica".

"La disastrata situazione del nostro mercato del lavoro e le conseguenze sociali che questa sta avendo sulla popolazione ticinese meriterebbero di essere prese maggiormente in considerazione nel quadro della politica fiscale, il cui scopo dovrebbe essere quello di creare equilibrio tra le classi sociali e non di accentuarne il divario" sottolina il sindacato.

Unia ritiene anche problematica, dal punto di vista del diritto, la "clausola ghigliottina” che "lega la riforma della legge tributaria a quella di tre leggi sociali (nessuna di esse potrà mai entrare in vigore qualora una decadesse): un inaccettabile tentativo di ricattare il Parlamento e un domani, in caso di referendum, l'intero popolo ticinese".

Per tutte queste ragioni, il sindacato Unia annuncia che si adopererà con "tutti gli strumenti opportuni per impedire questa riforma fiscale (“e sociale”) male impostata e profondamente ingiusta".

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