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Ticino
Unia al Governo: 'Agie, un futuro o la chiusura?'
Redazione
18 anni fa
Il Gruppo Georg Fischer, che ha licenziato 44 persone a Losone, non vuole parlare con Unia, che oggi ha incontrato il Governo (AUDIO)

C’è un futuro in Ticino per Agie o il suo destino è la chiusura? Questo uno dei timori che i rappresentanti di Unia hanno sottoposto oggi alla direttrice del Dipartimento Finanze ed Economia Laura Sadis. L’incontro era stato sollecitato dal sindacato dopo l’annuncio da parte del gruppo Georg Fischer, cui fa capo l’azienda di Losone, di 44 licenziamenti e il rifiuto della direzione di trattare direttamente con il mondo sindacale. Da notare, poi, che oggi il titolo Georg Fischer valeva 145 franchi, contro i 1000 nel giugno del 2007. Dal canto suo, il DFE ha manifestato preoccupazione e già oggi ha scritto una lettera al Ceo di AgieCharmilles, ovvero il responsabile di una delle tre divisioni della multinazionale. Nella missiva il DFE chiede un incontro e un documento con le prospettive del gruppo nel locarnese. Nella lettera si auspica pure che si apra un dialogo tra Agie e Unia, in modo da poter costruire un piano sociale sostenibile, chiedendo più apertura e sensibilità nei confronti della realtà ticinese. “L’incontro è stato proficuo - ci dice Rolando Lepori, di Unia -. Abbiamo innanzitutto spiegato al Governo la situazione attuale all’Agie. Abbiamo poi formulato, in quanto sindacato Unia, delle richieste alla signora Sadis e al Governo”. La prima riguarda il futuro dell’azienda di Losone. In particolare Unia ha chiesto al Consiglio di Stato di verificare quali sono le reali intenzioni del gruppo Georg Fischer sul futuro dell’Agie in Ticino. La seconda riguarda invece la richiesta al Governo di intervenire affinché le diverse parti sociali dialoghino. “Ma la signora Sadis - precisa Lepori - è stata prudente, perché ritiene che questo sia un ruolo prioritario fra le parti e non un compito che spetta al Governo”. A Lepori chiediamo inoltre se Unia nel frattempo abbia contattato Georg Fischer. “Non vogliono discutere o trattare con il sindacato Unia”, risponde il sindacalista. Ma il sindacato è deciso a non mollare. E così nei prossimi giorni formulerà, tramite i propri rappresentanti politici, degli atti parlamentari a livello cantonale e federale. “Cercheremo di coinvolgere anche i comuni di domicilio delle persone licenziate - termina Lepori - affinché si apra un dibattito sulle conseguenze dei licenziamenti e più in generale sulle ricadute che l’Agie potrebbe avere dal profilo sociale, economico e occupazionale sulla regione del locarnese”.

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