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Ticino
Un'estate nera per la ristorazione, Unternährer: "La tempesta perfetta"
© CdT/Chiara Zocchetti
© CdT/Chiara Zocchetti
Redazione
2 anni fa
La ristorazione lancia l’allarme: la stagione in Ticino è disastrosa. Pioggia, alluvioni, problemi viari e le campagne di disinformazione oltralpe hanno portato a un crollo di fatturato generalizzato fra bar e ristoranti con punte fra il 50 e il 70%. Serve un “tavolo anticrisi” dichiara GastroTicino, altrimenti si rischiano chiusure.

“Prima la pioggia incessante, poi le alluvioni che hanno colpito la Vallemaggia e la Mesolcina. Quando si pensa che finalmente è arrivato il sole, c’è sempre qualcosa che accade inaspettatamente”. Michele Unternährer, presidente di GastroLugano e  ristoratore di lungo corso in centro Città, la definisce la “tempesta perfetta”. Parte dall’esempio probabilmente più brutale di questa difficile prima parte d’estate, ovvero il dramma della Vallemaggia devastata da un’alluvione proprio quando finalmente sperava nell’atteso slancio di una stagione mai partita. Esempio estremo di una tempesta perfetta che però ha colpito duro tutto il settore turistico. Tanto che ieri GastroTicino ha lanciato un vero e proprio grido d’allarme: “Ristorazione in ginocchio” titola il comunicato, si parla addirittura di “disastro economico”, con cifre d’affari medie dimezzate e strutture a rischio chiusura entro fine anno. I fattori sono plurimi: un settore troppo meteo-dipendente, potere d’acquisto in calo, vie d’accesso limitate; dulcis in fundo le campagne di disinformazione dei media d’oltralpe.

Poco fairplay da oltre Gottardo

“Siamo un po’ tutti in crisi: aumentano le spese e così le bollette. È chiaro che non si può vivere – per dire – al buio, ma si può bere un caffè o un aperitivo in meno”. Ad oggi la clientela, già rispetto all’anno scorso, consuma meno prodotti “di nicchia”, come bevande o vini particolari. “Se l’anno scorso venivano venduto facilmente, quest’anno invece faccio fatica”. C’è poi tutta la questione delle vie d’accesso, che sicuramente non aiuta. “Rimane la A2, ma quotidianamente le code al Gottardo superano i 4km. Inoltre, è mancata la A13, a cui va aggiunta la mancanza della Galleria di base”. Uno scenario in cui i media d’oltralpe sguazzano da mesi. Poco fairplay? “Qualsiasi cosa succeda nel Mendrisiotto, nel Luganese, nel Locarnese o nel Bellinzonese loro la fanno passare come se fosse successa in tutto il Ticino. Per loro non esistono le regioni, e oggi viene considerato dagli svizzeri tedeschi e romandi come un campo di battaglia”.

Turismo di giornata in calo

Insomma, una narrativa catastrofista quella dipinta oltre Gottardo cui TicinoTurismo è già pronto a rispondere con una campagna di controinformazione mirata. Nel frattempo, però a farne le spese è il turismo di giornata, settore che negli ultimi anni aveva portato notevole ossigeno alla ristorazione. “Il turismo di giornata intenzionato a venire in Ticino per una semplice mangiata o un po’ di shopping era quello che dava lavoro a tutti. Ma oggi sta mancando parecchio”. Di qui la decisione da parte del CdA di GastroTicino di attivare con urgenza un “tavolo anticrisi”. L’obiettivo è di coinvolgere le principali attività economiche e politiche per trovare misure che portino a condizioni quadro che, citiamo, “garantiscano un futuro dignitoso a migliaia di famiglie” e scongiurino chiusure e fallimenti.

L’iniziativa di GastroTicino spiegata da Suter

Insomma una situazione decisamente critica che preoccupa i vertici di GastroTicino. Ne abbiamo parlato con il presidente Massimo Sutter. L'intervista completa qui di seguito.