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Ticino
Un'elezione nel segno dei piccoli partiti (di protesta)
Un'elezione nel segno dei piccoli partiti (di protesta)
Un'elezione nel segno dei piccoli partiti (di protesta)
Redazione
7 anni fa
I partiti di Governo perdono terreno a scapito delle formazioni minori: bene MPS, PC e UDC

I piccoli partiti hanno fatto bene in questa tornata elettorale, rosicchiando seggi che storicamente appartenevano ai grandi. In particolare l'MPS è riuscito a raddoppiare la propria presenza in Parlamento con il 2,39% delle preferenze, Più Donne è sorprendentemente riuscita a far eleggere due sue candidate grazie al 2,07% dei voti, e il Partito Comunista ha riconfermato il seggio di Massimiliano Ay, aggiungendone un altro, con il 1,23% dei voti. 

Anche se non sono riusciti a conquistare (o riconquistare) un seggio, ottime prove anche da MontagnaViva, Verdi Liberali, Lega Verde e Spazio ai Giovani. Il totale dei voti di questi partiti è un 3,13%. Una percentuale importante, che ha inficiato non poco sull'andamento dei partiti più grandi, in particolare Lega (-4), PPD (-1) e PLR (-1). Probabilmente la presenza di tre partiti "verdi" ha causato una certa dispersione dell'ondata verde in Ticino.

In generale, questi movimenti sono spesso nati per protesta, in quanto i fondatori non riuscivano a riconoscersi nei principali partiti di governo. E il consenso da loro ottenuto è indicativo di un elettorato che anch'esso preferisce votare un'idea trasversale di un partito composto da poche persone piuttosto che partiti costretti in certe dinamiche governative.

Chi non ha votato scheda bianca ha quindi optato per un voto di protesta: un nuovo trend a cui i partiti di Governo dovranno stare molto attenti se non vogliono rischiare di perdere seggi. Come peraltro già successo a questa tornata elettorale.

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