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Ticino
'Un'eccezione per Arlind creerebbe il caos'
Redazione
13 anni fa
Norman Gobbi spiega che il Consiglio di Stato tornerà sull'argomento, ma che la decisione di espulsione rispetta le disposizioni

Niente dietrofront sull'ordine di uscita intimato al 17enne Arlind Lokaj. Malgrado l'emozione suscitata nell'opinione pubblica dal caso, e la vasta mobilitazione di ieri a Bellinzona, il Cantone resta fermo sulle sue posizioni.

Perché concedere un trattamento d'eccezione al giovane kossovaro, più che un gesto di clemenza sarebbe un gesto che creerebbe il caos. Lo ribadisce il consigliere di Stato Norman Gobbi, spiegando come la decisione della Sezione della popolazione sia già stata confermata sia dal Consiglio di Stato che dal Tribunale amministrativo. Entrambe le istanze cantonali hanno di fatto respinto, dopo un’attenta valutazione, i ricorsi inoltrati dal legale del giovane applicando le disposizioni in materia attualmente vigore in Svizzera.

Arlind dovrà quindi lasciare il Ticino entro il prossimo 15 dicembre. A nulla sono valsi i numerosi sforzi profusi in sua difesa, la legge è la legge e non si transige. Gobbi aggiunge però che il Consiglio di Stato dovrà presto tornare a chinarsi sull'argomento, visto che il caso del giovane kossovaro è oggetto di un'interrogazione parlamentare del deputato socialista Francesco Cavalli, che chiede di considerare non solo le base legali ma anche la tradizione umanitaria del nostro Paese. Il direttore delle Istituzioni precisa comunque che le verifiche riguarderanno unicamente la correttezza della procedura seguita nei confronti del giovane Arlind Lokaj.

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