
A Natale si è tutti più buoni… o quasi. C’è infatti chi, incurante di qualsivoglia legge o del cuore o dello Stato, anche il 25 dicembre si permette di attraversare l’Europa con undici esserini stipati in una gabbia cinquanta per settanta.
Ma facciamo un passo indietro. È Natale, ore 23:30. Al valico di Chiasso-Brogeda viene fermata una porche cayenne, la targa risulta avere qualche migliaio di franchi di multe non pagate in Svizzera, ma a insospettire davvero le guardie di confine è l’odore che proviene dall’auto.
Infatti nel baule in un trasportino 50x70 sono stipati undici cuccioli, età stimata due mesi. “Siamo giunti sul posto dopo circa 45 minuti - e qui va un plauso ai doganieri svizzeri in quanto oltre ad aver fermato l'auto avevano già prestato le prime cure agli animali perché erano affamati ed assetati” ha spiegato Emanuele Besomi, presidente della Società Protezione Animali di Bellinzona, ai microfoni di TeleTicino. “Erano da ore stipati uno sopra l'altro ed erano cosparsi dalle proprie urine in quanto per ore non hanno potuto muoversi. Erano veramente sotto stress e sotto shock” racconta Besomi.
Sul posto oltre ai volontari della SPAB anche il veterinario cantonale che ha subito avviato l’inchiesta per capire la provenienza dei piccoli. Pur avendo i documenti greci, i cagnetti, sembrano essere vittime della tratta dei cuccioli dell’est Europa che da anni invadono il mercato europeo, venduti soprattutto online, sui siti di annunci.
“Il numero di serie del microchip non corrisponde alla Grecia ma a dei paesi dell'est” spiega Besomi e per questo motivo, prosegue,“l'inchiesta dovrà stabilire cosa ci facessero questi cuccioli con dei passaporti non in regola e senza vaccini - questa è la cosa fondamentale - alla dogana di Chiasso”.Proprio la mancanza di vaccini ha imposto la quarantena della cucciolata. Sono tutti affamatissimi, già in dogana si son mangiati cinque chili di crocchette, e dopo giorni il loro appetito non si è ancora placato.
Guardie di confine, veterinario cantonale e volontari della protezione animali che hanno concluso in modo inaspettato il giorno di festa, ma senza dubbio ripagati dalla gratitudine di questi sguardi.“Va un plauso alle guardie di confine che quella sera in servizio, con il loro fiuto, hanno intuito che qualcosa in quell'auto non andava e permettendo di salvare o di migliorare la sorte di 11 cuccioli” dice soddisfatto Besomi.E per chi, intenerito, li volesse adottare, attenzione perché ci sarà qualche mese da aspettare per il dissequestro e la profilassi. Inoltre, benché non si sia capito a che razza appartengano, sicuramente sono tra i cani per cui ai detentori si impongono condizioni particolari.“Sono degli incroci, stiamo ancora capendo cosa possano essere ma si presume ci sia una vena del pastore tedesco o del rottweiler, quindi cuccioli che diventeranno di taglia piuttosto grande” ha detto Besomi.Nonostante in ritardo, si presume che i cuccioli fossero destinati a essere dei regali natalizi. Ma questa volta, per fortuna, il dono lo hanno ricevuto loro.
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