
Ancora nulla. Nessuna comunicazione ufficiale da parte del Dipartimento federale degli affari esteri sulla sorte di Corrado Mondada e André Da Costa, i due ragazzi ticinesi coinvolti nell'attentato terroristico di giovedì scorso a Marrakesh.Berna ha fatto sapere ieri sera che fino al mezzogiorno di oggi non vi sarebbero state nuove comunicazioni. Mezzogiorno é passato, ma ancora nulla. Si resta in attesa. Un'attesa estenuante per tutta la comunità ticinese, in particolare per quelle di Cadenazzo e Sementina, dove abitano Corrado e André.Ore drammatiche, terribili, cariche di angoscia per i loro genitori, i loro famigliari, i loro amici, che non trovano risposte. Anche se, con il passare delle ore, la speranza che dal Marocco arrivi una notizia positiva si fa sempre più flebile.Intanto ci si chiede se le cose sarebbero andate diversamente, sul piano delle verifiche e della comunicazione, se la Confederazione avesse deciso di inviare in Marocco uno specialista della polizia scientifica ticinese anziché imprecisati corrispondenti diplomatici. Tra poliziotti ci si intende meglio e i francesi hanno immediatamente inviato a Marrakesh una squadra di esperti in identificazioni. Forse oggi non saremmo qui a vivere questa attesa estenuante.Ma nessuno sa esattamente come si stiano svolgendo le procedure di riconoscimento a Marrakesh. Chi stia facendo che cosa. Quali siano le difficoltà. Non si sa nemmeno se i tre feriti gravi ricoverati in una clinica della città marocchina siano stati identificati o siano ancora senza nome. Non si sa, a questo punto, nemmeno se oggi si avranno risposte, nel bene o nel male. Le vittime dell'attentato sono state quasi tutte identificate, é nota la loro nazionalità. Tra gli europei, otto francesi, un britannico e un tedesco. Ma Corrado e André sono ancora ufficialmente “dispersi”.emmebi
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