
Dopo la BSI, un'altra banca ticinese è finita nel mirino della FINMA, secondo quanto riportano i media d'Oltralpe. Si tratta della PKB Privatbank, istituto bancario che ha sede in via Balestra a Lugano.
Martedì, durante la conferenza stampa con la quale l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari ha annunciato di aver ordinato lo scioglimento entro 12 mesi della BSI, il direttore Mark Branson aveva parlato di "altre sei banche svizzere che sono sotto inchiesta per il loro ruolo nello scandalo di corruzione Petrobras e del fondo malese 1MDB".
Branson aveva spiegato che "esistono degli indizi concreti secondo i quali le misure di lotta contro il riciclaggio di denaro e il processo di gestione dei rischi che queste sei banche hanno messo in atto erano insufficienti."
La FINMA non intende fornire i nomi degli istituti bancari sui quali sta indagando. Ma secondo i media d'Oltralpe è ormai assodato che una di queste sei banche è la PKB di Lugano. Gli altri nomi emersi oggi sulla stampa sono quelli della Coutts di Zurigo, della Edmond de Rothschild di Ginevra e della Falcon Private Bank di Zurigo.
La PKB Privatbank conferma "di essere stata informata nell'aprile 2016 che sarà esaminata dalla FINMA nell'ambito dell'affaire Petrobras", precisando nel contempo di non essere "in nessun modo implicata nella vicenda del fondo malese 1MDB."
Era stata la stessa PKB, già nel 2014, a segnalare alla FINMA di avere dei conti legati alla Petrobras. Da allora l'istituto bancario sta collaborando attivamente con le autorità, alla pari delle altre banche svizzere che avevano conti sospetti.
Si tratta quindi di una vicenda ben differente di quella che ha travolto BSI e il cui esito sarà verosimilmente molto meno drastico.
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