
Nessun sconvolgimento. L'Assemblea federale ha rieletto oggi il Consiglio federale nel segno della continuità. I Verdi non sono riusciti a scalzare il ticinese Ignazio Cassis (PLR) dall'esecutivo con la candidatura di Regula Rytz. Come hanno vissuto questa giornata i politici di casa nostra? Ticinonews e il Corriere del Ticino hanno raccolto le reazioni a caldo dei parlamentari a Berna.
"Quello di Cassis è un buon risultato se si conta l'handicap iniziale con cui partiva (gli 80 voti di Verdi e PS, ndr)" commenta Marco Romano (PPD). "A sinistra qualche domanda devono farsela visto che Rytz non ha ottenuto tutti i voti che sarebbero dovuti arrivare da PS, Verdi e parte dei Verdi liberali. La candidata ecologista paga per come si è posta e per l'attacco sconsiderato al seggio della svizzera italiana"
"Tutto è andato come previsto e non c'è stata nessuna sorpresa" ribadisce il collega di partito Fabio Regazzi. "Sono anche state smentite anche le speculazioni sul comportamento del PPD, che ha mantenuto la parola data. Oggi vincono la concordanza, il Ticino e la componente italofona in Consiglio federale, che in apertura è stata più volte evocata dai vari capigruppo".
Secondo Piero Marchesi, neoeletto consigliere nazionale nelle fila dell'UDC, il risultato di oggi "è il frutto della volontà dei Partiti di governo di non stravolgere la concordanza e la volontà dei ticinesi. La rappresentanza italofona in Consiglio federale è un valore aggiunto. Da sinistra c'è stato poco rispetto di questa rappresentanza, come d'altronde già accaduto in occasione della candidatura di Norman Gobbi. Peccato".
Per il consigliere agli Stati democentrista Marco Chiesa, invece, da questa giornata emerge un PLR un po' in difficoltà. "I due consiglieri federali uscenti hanno un po' subìto la pressione del centro-sinistra. La stabilità delle istituzioni è stata in ogni caso l'elemento chiave di questa votazione, con dei consiglieri federali che sono stati quasi plebiscitati. Ora si apre una nuova legislatura con delle sfide importantissime per la popolazione svizzera. Dovremo iniziare a lavorare sui dossier che stanno a cuore alla gente".
Sospiro di sollievo invece in casa PLR. "Quello di oggi è un ottimo segnale per la concordanza e per la Svizzera italiana" commenta Alex Farinelli. "Cassis ha ottenuto un buon risultato se si considera che aveva due gruppi contro. L'Assemblea federale ha dunque confermato quanto deciso due anni fa eleggendo un consigliere federale ticinese in Governo".
Per Greta Gysin (Verdi) quello di oggi è "un segnale forte e positivo per il Ticino. Meno positivo, invece, per la rappresentanza in Consiglio federale di quella che è la volontà politica degli elettori. Abbiamo un gruppo molto grande che avrebbe i numeri per essere rappresentato ma non è stato così. Il Parlamento non è pronto per l'onda verde, l'elettorato ha invece dato un segnale chiaro, ovvero che ci vuole una politica più attenta alle questioni ambientali".
Le mosse per il futuro, spiega la consigliera nazionale ecologista, sono quelle di "lavorare bene a livello parlamentare nei prossimi 4 anni per portare avanti le nostre politiche. Se il Consiglio federale non sarà in grado tradurre quella che è la volontà popolare in azioni politiche concrete dovremo probabilmente ricorrere più spesso agli strumenti della democrazia diretta".
Gysin difende comunque la strategia adottata dalla presidente del partito. "Rytz ha esperienza esecutiva e ha dimostrato di saper fare politica collegiale. Era sicuramente una delle candidate migliori che potevamo presentare".
Secondo Bruno Storni (PS), infine, la candidata dei Verdi non aveva i numeri necessari per entrare in Consiglio federale. "Nessuno si illudeva che ci sarebbe riuscita. Tra quattro anni si discuterà nuovamente della presenza dei Verdi in Consiglio federale, magari con quest'ultimo allargato a 9 membri. Quella di oggi è si una vittoria per il Ticino ma è anche il voler mantenere la situazione attuale. Proporre Rytz non è stato un attacco all'italianità".
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