Cerca e trova immobili
L'intervista
Una vita più sostenibile? "Bisogna cambiare per sé stessi, non solo per l'ambiente"
© World Economic Forum/Valeriano Di Domenico
© World Economic Forum/Valeriano Di Domenico
Andrea Scolari
2 anni fa
Con Nicole Keller dell'Associazione GreenUp abbiamo parlato di sostenibilità a 360 gradi: dalle azioni che può intraprendere una persona per avere uno stile di vita più ecologico, a quello che si sta facendo a livello mondiale per la protezione dell'ambiente.

Sostenibilità è una parola sempre più presente nella nostra società: moda sostenibile, alimenti sostenibili, vacanze sostenibili, attività sostenibili, investimenti sostenibili… e chi più ne ha, più ne metta. Ma il rischio di cadere nell’ecologismo di facciata per seguire la tendenza del momento, in inglese greenwashing, è dietro l’angolo, soprattutto quando si parla di macro-obiettivi. Così ci sono diverse Associazioni che cercano di sensibilizzare i singoli individui a fare la propria parte senza dover stravolgere completamente la propria vita. Tra queste, al motto di “Less is more”, in italiano “meno è meglio”, c’è GreenUp. “Il nostro obiettivo è far capire alle persone che uno stile di vita più sostenibile, quindi a basso consumo di risorse, è semplice e ha molti aspetti positivi sia per noi stessi, sia per il pianeta”, ci spiega Nicole Keller, direttrice generale dell’Associazione no-profit nata a Basilea, ma attiva anche a Lugano.

Cosa accomuna gli svizzeri

GreenUp è attiva sia in Svizzera tedesca, sia in Romandia e in Ticino. Una presenza sul territorio che permette all’Associazione di capire cosa accomuna e divide le varie regioni culturali della Confederazione. “Ad accomunare le persone”, continua Keller, “è la voglia di cambiare le proprie abitudini. La gente è consapevole che il clima sta cambiando, ma fatica a capire quali piccoli cambiamenti apportare alle proprie abitudini per rispettare maggiormente l’ambiente”.  

E cosa li divide

Una differenza tra regioni “sta invece negli argomenti che interessano alle persone. In Ticino, ad esempio, c’è maggiore sensibilità verso le tematiche che riguardano il cibo e come riutilizzare alimenti e oggetti, mentre in altre regioni si agisce magari di più sulla mobilità, sull'economia circolare e sulla riduzione dei rifiuti”, spiega l’esperta. Nel nostro Cantone, tuttavia, “la sensazione è che si sia in ritardo: il budget per la sostenibilità è spesso scarso nelle organizzazioni, e per noi -così come per tanti altri- è difficile ottenere sponsorizzazioni per eventi e i progetti che ruotano attorno a questi temi”. 

“Bisogna condividere le idee senza giudicare”

Stando a Nicole Keller non esiste un identikit vero e proprio della persona più propensa ad adottare uno stile di vita maggiormente sostenibile. “Negli anni ho imparato che i punti di partenza per iniziare a vivere in modo più sostenibile sono molti e non sempre logici. Una persona potrebbe essere spinta a vivere in maniera più ‘green’ da un trasloco, oppure da un problema di salute che l’ha spinta a mangiare meno carne, o ancora dal vicino di casa che ha installato dei pannelli solari”. La certezza è una: “Fondamentale è scambiarsi i pareri e discutere con chi sta adottando uno stile di vita più sostenibile. Ma bisogna farlo senza giudicare”.

“Tante chiacchiere, ma pochi fatti”

Negli ultimi anni Nicole Keller ha potuto seguire da vicino il World Economic Forum di Davos mettendo in piedi i progetti "GreenShare" e "ClimateHubDavos" , uno spazio nella cittadina retica in cui si organizzano eventi e riunioni centrati sulla sostenibilità. Un’attività che le ha permesso di farsi un’idea “da vicino” delle intenzioni dei leader mondiali in ambito ambientale. “Da un lato vedo un sacco di chiacchiere e pochi fatti, ma bisogna dire che ci sono delle persone che stanno cercando di spingersi oltre e cambiare davvero il modo in cui facciamo le cose. Di sicuro, nel complesso, vedo che tanti leader non sono abbastanza coraggiosi e la loro attenzione è ancora troppo ancorata sulla crescita economica, mentre a mio avviso l’unica strada percorribile è quella di creare un’economia rigenerativa, in cui ambiente e risorse naturali rappresentino un ruolo centrale”.

I consigli per strizzare l’occhio all’ambiente

Per chi vuole, nel proprio piccolo, fare un passo verso uno stile di vita più sostenibile, Keller consiglia di “iniziare dai propri interessi provando a cambiare abitudini, ma anche di guardare i consigli che vengono dati sui social”. L’importante è “non essere severi con se stessi e gli altri, perché nessuno è perfetto e tutti cercano di fare sempre il proprio massimo”. Ma un cambiamento “non deve avvenire solo per l’ambiente, ma anche per la propria persona. Andare in bicicletta, ad esempio, permettere di stare all’aria aperta, ma fa anche bene alla salute e permette di risparmiare denaro”. Oppure, aggiunge, “creare il proprio deodorante o i propri prodotti per la pulizia è un’attività divertente, economica che permette di non utilizzare plastica e riversare nell’ambiente prodotti chimici”.

Progetti e appuntamenti

Per sensibilizzare le persone alla sobrietà felice, GreenUp “organizza eventi pubblici, attività nelle scuole e nelle aziende, così come progetti regionali e nazionali che ruotano attorno alle tematiche alimentari, dell’economia circolare, della mobilità e del consumo locale”. In Ticino, inoltre, “c’è un focus particolare sulla moda sostenibile, grazie ai vari eventi di scambio-abiti, dove si può portare quello che non si usa più e scambiarlo con qualcosa che serve”, come l’evento in agenda l’8 giugno alla Filanda di Mendrisio.